di G.Z.
Nell'epoca della tecnologia sempre a portata di mano sembrano non bastare più le sbarre del carcere per tenere lontani i criminali dai loro mal affari. É quello che ha scoperto la polizia inglese dal comportamento dei detenuti nelle prigioni del Paese: già, perchè molti di loro hanno trovato in Facebook uno strumento per continuare a interagire con il mondo esterno, quasi non fossero reclusi.
Certo, un modo per parlare con i familiari lontani. Ma non solo. Infatti, attraverso le pagine dei social network i carcerati continuerebbero a gestire i loro traffici ed imperi criminali o a tormentare le loro vittime. E anche coloro ai quali è vietato l'uso del computer riescono facilmente a eludere le regole con smartphone introdotti di nascosto in prigione.
Negli ultimi due anni sono 350 i detenuti scoperti a navigare su Facebook senza averne il permesso, ma si teme che la cifra reale possa essere anche molto più alta, con non poche preoccupazioni per la tranquillità delle vittime e delle loro famiglie. «Il fatto che i criminali possano usare Facebook dalla prigione trasforma la loro pena in una caricatura. È una questione di 'oltre il danno la beffa,' quando lo usano per minacciare vittime e testimoni» ha commentato Javed Khan dell'organizzazione Victim Support. Che il prossimo provvedimento del governo inglese sia niente più wireless per i carcerati?