«Nonostante i tentativi di scaricare sulla precedente amministrazione i problemi di bilancio della città, la Corte dei Conti nella sue conclusioni riconosce che nel 2015: “la spesa corrente è stata ridotta, il saldo di parte corrente è migliorato, l’indebitamento e’ ulteriormente sceso, il Fondo Crediti di difficile esigibilità ha ripianato in misura superiore al previsto, la riscossione è salita dal 76% all85%”. Sono parole che fanno giustizia di molte caricature di questi mesi».
Lo ha detto Piero Fassino intervenendo al Consiglio Comunale di Torino sulla relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto 2015
«Se poi si guarda al quinquennio 2011-2016 – ha aggiunto Fassino – le cifre parlano in maniere incontrovertibile della azione di risanamento finanziario perseguito dalla Giunta Fassino: il debito è sceso da 3.3 miliardi a 2.8, l’esposizione verso le società partecipate e’ scesa da 380 milioni a 130, i derivati sono passati da 1.2 miliari a 677 milioni, il costo del personale è stato ridotto passando 10.800 a 9.800 dipendenti, sono state liberate risorse con dismissioni di quote societarie per 254 milioni e dismissione immobiliari per 180, si sono valorizzate asset di partecipazione come in Iren il cui valore di borsa è passato da 0.40 euro a 2.1 per azione. Tutti dati che dimostrano come si sia perseguita una politica di risanamento e di rigore finanziario».
«Questo non significa – ha ancora aggiunto Fassino – che la città di Torino, come la generalità dei Comuni, non abbia davanti a se’ ancora difficoltà e problemi da affrontare. Ma lo si può fare dando seguito alle politiche fin qui fatte che hanno già conseguito risultati e altri ne potranno produrre. Ma per farlo serve una politica delle entrate e una gestione di bilancio che fino ad oggi negli atti della attuale Giunta non si è vista».
«Si compie oggi – ha concluso Fassino – un anno di amministrazione Appendino, molto lontana dalle promesse elettorali e soprattutto priva di una visione, di un progetto per il futuro di Torino».