Quest’oggi, dopo gli scontri avvenuti ieri al Campus Einaudi, e a seguito degli arresti di alcuni antifascisti da pare della polizia, le proteste degli studenti non si sono placate. Infatti una nuova mobilitazione ha visto impegnati alcuni collettivi universitari, occupando, per alcuni minuti, il rettorato di via Verdi. I dimostranti hanno chiesto di parlare con il rettore, Stefano Geuna, chiedendogli di assumersi la responsabilità per quanto accaduto il giorno precedente. La situazione ha comunque aperto il dibattito tra le forze politiche.

Fabrizio Ricca assessore alla sicurezza in regione Piemonte : «Chiediamo tavolo a Prefetto e Rettore dell’Università degli Studi di Torino per studiare piano di liberazione di tutte le aule occupate in università da centri sociali – spiega Ricca – Le violenze avvenute in ateneo in questi giorni ci spingono a chiedere la convocazione di un tavolo da svolgersi in prefettura in cui chiederemo la presenza del Prefetto, del Questore e del Rettore di Unito per studiare una rapida strategia che porti alla liberazione delle numerose aule occupate nelle sedi dell’ateneo da parte dei violenti dei centri sociali – afferma l’assessore – da queste aule, occupate da anni, partono le azioni violente che abbiamo visto in questi giorni. È l’ora di restituirle agli studenti. L’Università sappia che tutte le istituzioni saranno al loro fianco per portare a termine questa operazione contro i prepotenti».

Il Presidente dell’Edisu Alessandro Ciro Sciretti ha subito rincarato la dose con un comunicato dal suo profilo Facebook: «Ho appreso della drammatica violenza antagonista oggi al Campus Einaudi. Violenza alla quale si sono accompagnati danneggiamenti verso beni nell’Università, quindi di tutti noi. Sia chiaro! L’università è un luogo di Democrazia. Chi non vuole rispettare il pluralismo, valore sacrosanto in un contesto culturale, è nel posto sbagliato. Desidero rivolgere un affettuoso pensiero agli agenti feriti ed ai ragazzi aggrediti. In ultimo, sarà mia cura accertarmi che tra i violenti, fermati dalle forze dell’ordine, non vi siano beneficiari di borse di studio Edisu Piemonte. Qualora ve ne fossero, chiederò di verificare gli estremi normativi per una eventuale revoca di tali benefici, per i gravi motivi di cui sopra».

Immediata la replica di Marco Grimaldi, capogruppo di Luv: «Il nuovo presidente dell’Edisu Sciretti, vicino alla Lega e indimenticabile per il suo “ci vuole un po’ di scuola Diaz”, chiede di togliere le borse di studio assegnate agli universitari arrestati e denunciati ieri. Quindi siamo al diritto di studio politicamente condizionato, un’oscenità. Nessuno può essere perseguito per le proprie idee politiche, a meno che queste non siano palesemente anticostituzionali come il fascismo, e nessuno può essere privato di un diritto che gli spetta: forse il presidente dell’Edisu non sa che esistono delle regole e che queste valgono anche per lui».

«Apprendo dagli organi di stampa che il capogruppo Grimaldi difende gli antagonisti che ieri hanno aggredito le forze dell’ordine e scatenato una rissa durante un’iniziativa al Campus Einaudi. Ritengo sia totalmente inaccettabile! Sono assolutamente d’accordo con il presidente di Edisu Sciretti: i violenti vanno isolati e, qualora fossero beneficiari di borse di studio pubbliche, queste andrebbero immediatamente revocate».Così Sara Zambaia, consigliere regionale del Piemonte della Lega, in merito alla polemica nata a seguito degli episodi di violenza verificatisi ieri al Campus Einaudi dell’Università di Torino. «Proprio perché la Costituzione rivolge il diritto allo studio ai capaci e meritevoli – conclude Zambaia – in Piemonte vogliamo lavorare in questa direzione. I violenti, dal nostro punto di vista, non sono né capaci né, tanto meno, meritevoli, a prescindere dalle loro idee politiche».

«Sui fatti di oggi inerenti le voci, diffuse dal collega Grimaldi, che il Presidente dell’Edisu Sciretti voglia togliere le borse di studio agli universitari arrestati e denunciati ieri» interviene così il vice capogruppo della Lega in Regione Piemonte, Andrea Cerutti: «Nessuno vuole sottrarre un diritto conquistato agli studenti meritevoli, tutti hanno il diritto ad avere delle idee politiche che non devono inficiare sul diritto acquisito, tuttavia mi sento di dover stigmatizzare tutti gli atti violenti avvenuti e di dover affrontare il problema di chi vince una borsa di studio e compie atti violenti. I diritti acquisiti a seguito della meritocrazia possono essere revocati eccome a seguito di atti violenti che vanno condannati sempre».

Anche Setefano Allasia, presidente del consiglio regionale, è intervenuto sugli scontri: «Quello che sta accadendo a Torino da ieri sera è vergognoso, non è accettabile che un gruppo di delinquenti cerchi prima di impedire una democratica iniziativa politica, la violenza e la prevaricazione, e poi oggi occupi l’Università compiendo atti di teppismo lanciando sassi e uova. Costoro che si credono i depositari della democrazia e della libertà di espressione hanno dimostrato di essere l’antidemocrazia. Spero che tutto il mondo politico prenda le distanze da questa gentaglia».