di Cristina Crigi

Il “Nuovo Centro Culturale” – Hare Krishna di Torino, è l’ultimo centro dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna nato in Italia e opera da oltre un anno nel capoluogo piemontese, in via Mongrando.
L’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (in inglese ISKCON – International Society for Krishna Consciousness), è un movimento spirituale che comprende oltre cinquecento centri principali suddivisi tra templi e comunità rurali, circa un centinaio di ristoranti vegetariani, migliaia di gruppi di affiliati che si radunano regolarmente (namahatta), un’ampia varietà di progetti comunitari e milioni di membri della congregazione sparsi in tutto il mondo.
Anche se fu fondata soltanto cinquant’anni fa, l’ISKCON ha visto una rapida espansione a partire dalla sua fondazione ad opera di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Prabhu das, responsabile del centro di Torino, spiega: «All’inizio lo abbiamo chiamato “Nuovo Centro Culturale”, ma successivamente si è deciso di lasciare questo “Nuovo” perché Krishna è nava-yauvanam (sempre giovane) e perciò anche la coscienza di Krishna è sempre nuova. È nostro desiderio che le attività del Centro portino freschezza e vitalità a tutti noi e alle persone che vengono in contatto con la bhakti».
«Iniziamo tutti i giorni a partire dalle cinque del mattino con il “Sadhana Bhakti”, che promuoviamo nei nostri incontri – continua Prabhu das – Il lunedì si tiene il corso di Hatha Yoga, al mercoledì il Mantra Yoga e lo studio della Bhagavad-gita; di venerdì c’è la lezione di strumenti Vaishnava e a seguire la “Mistik Pizza”, che sta simpaticamente attraendo molti curiosi alla coscienza di Krishna. Infine la consueta Festa della Domenica che in questi mesi ha visto la partecipazione di centinaia e centinaia di persone. Abbiamo iniziato, inoltre, vari progetti, tra i quali “Food for Life”: la distribuzione distribuzione di pasti vegetariani ai senzatetto. Questa iniziative hanno destato molto interesse nell’opinione pubblica».

Nato nel 2016 il progetto ha permesso di servire 3000 pasti in anno. Vengono cucinati nella sede di via Mongrando ogni lunedì, per 350 persone, e con l’aiuto dei volontari distribuiti in cinque dormitori della città in: via Ghedini, Strada delle Ghiacciaie, via Carrera, via Marsigli e via Reiss Romoli. «Il progetto – dice Phabru das – prevede di ampliare la possibilità di distribuire i pasti, in modo tale da intensificare il servizio di ristorazione collettiva nei centri d’accoglienza».

“Food for Life” è un’associazione umanitaria ufficialmente riconosciuta dal governo indiano. Opera da circa un decennio nei villaggi più poveri della zona di Vrindavana (120 chilometri a Sud di New Delhi) occupandosi principalmente di nutrizione, assistenza medica di base, istruzione, corsi di formazione per le donne, pozzi d’acqua potabile, assistenza agli anziani e ai disabili, distribuzione di vestiario e cura dell’ambiente.
Opera in Italia dal 1995 e tra le varie attività, conduce il più grande programma di distribuzione di cibo vegetariano del mondo. “Cibo per la Vita” offre gratuitamente cibo nutriente santificato (prasadam), che nutre il corpo e risveglia l’anima. Il prasadam viene distribuito a milioni di persone in tutto il mondo, comprese le regioni tormentate dalla guerra. Food for life fornisce a tutti gratuitamente un’educazione spirituale sistematica senza tener conto della casta, della razza, del genere, della religione, della nazionalità e via dicendo e aiuta milioni di persone a liberarsi da abitudini autodistruttive quali l’uso di droghe e il gioco d’azzardo. Tra i suoi obbiettivi vi è, anche, quello di offrire un’attraente alternativa culturale che permette alle persone di praticare la spiritualità in modo semplice, ma potente e in questo modo condurre una vita piena di profondo significato e di soddisfazione.