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Appensuntzu

Appensuntzu

di Drake

“Nell’operazione militare vittoriosa prima ci si assicura la vittoria e poi si dà battaglia. Nell’operazione militare destinata alla sconfitta prima si dà battaglia e poi si cerca la vittoria.” La frase è una di quelle celebri di Sun Tzu, il generale cinese stratega per definizione, pluricitato per la sua modernità attraverso il libro L’arte della guerra scritto tra il 600 e il 500 avanti Cristo.

Un libro che la sindaca Chiara Appendino probabilmente ha letto, se ci limitiamo alla sua strabiliante affermazione su Piero Fassino, ma che deve aver riposto poi nel comodino, forse appagata dalla prima vittoria. Così da dimenticare i rischi in cui si incorre quando le operazioni politiche si preparano male e si conducono peggio.

Come l’ultima, con quel gran mulinare fendenti a sinistra e poi ancora a sinistra per non sbagliare bersaglio, che ha ricompattato l’intera squadra dei sindaci torinesi dal 1993 ad oggi, da Valentino Castellani a Sergio Chiamparino e Piero Fassino, per niente contenti di fungere da capro espiatorio perché lei con i numeri ha mostrato scarsa dimestichezza e ancora meno con le regole di contabilità generale, uno dei fondamentali di ragioneria che non si può eludere quando si costruisce un bilancio. Nonostante sia una bocconiana doc.

Si è già intervenuto su queste sue lacune e non ci sembra opportuno sparare sulle ambulanza, nel giorno in cui la Croce verde festeggia i suoi 110 anni di vita. Semmai viene da spendere una lacrima di conforto per il presidente della regione Sergio Chiamparino, primo deluso dalla sindaca, dopo esserne stato uno strenuo sostenitore, in virtù della sua realpolitik che però lo porta a volte ad essere più lealista del re, anziché guardare con sano realismo alle disavventure che ci possono ferire, quando si insiste a negoziare sui carati, quando il diamante non è altro che vetro ben tagliato.

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