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Come eravamo

Come eravamo

di Drake

Sembra già di vederli i reduci della prima ora del movimento, quelli della marcia, pardon, della piazza dei vaffa… , di cui si celebra il decennale, X anno dell’era grillina.

I duri e gli indefessi pronti a seguire il loro comico sacerdote anche in capo al mondo, pur di vedere trionfare i loro ideali di bonifica della politica. Ideali conclamati manganellando con il turpiloquio da olio di ricino i diversi, dai politicanti di professioni ai giornalisti, caste infette, da cui liberare il Paese. “Non si vive di politica”, gridavano orgogliosi, contestando vitalizi e le posizioni di rendita, il sottobosco della politica, ma soprattutto le candidature riproposte ad ogni turno elettorale da sembrare eterne.

“Non più di due mandati!”, giurava, ordinava e imponeva il comico sacerdote, schiumando rabbia e schizzando saliva per la sua dentiera semovente, ma elettrizzando coraggiosamente sempre dal palco le sue truppe d’assalto, come il famoso generale Annibale Bergonzoni, proprio per questo soprannominato “barba elettrica”. Truppe che non aspettavano altro per mandare qualcuno al rogo, non senza qualche ragione per la verità.

Così per anni, i grillini della prima ora, sempre più duri, ma anche un po’ fessi, si sono preparati alla Rivoluzione culturale e di costume percepita come imminente. Molto percepita, poco misurata, se nel frattempo, retrocedevano progressivamente nelle gerarchie del Movimento, sorpassati dai virgulti della seconda e terza, se non addirittura della quarta ora, quella del pisolo, in cui si lavora soltanto per un posto al sole con il silenzio del sonno (a parte i russamenti dell’apnea) per non disturbare il manovratore.

Così i duri e puri della prima ora, esattamente come le camicie nere della Rivoluzione “fassista” hanno scoperto ora che il Potere impone a tutti indistintamente, anche se non ci si dichiara né di destra, né di sinistra, lo stesso canovaccio: indossare il doppiopetto, spuntare gli attrezzi della propaganda, e se pur nella sgrammaticatura dominante, ripulire il linguaggio dalle parolacce.

Infine, è arrivato la caduta dell’ultimo tabù: il limite ai mandati. Erano (forse) non più di due, nel nome del quale sono stati commessi sacrifici ed epurazioni anche dolorose. Il tempo delle ingenuità è tramontato, dunque. Speriamo soltanto che a nessun grillino venga in mente di fare come i ras fascisti della prima ora: sarebbero soltanto comici.

Beh, a ripensarci, perfettamente in linea con il loro sacerdote

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