Sei qui
Destra e sinistra

Destra e sinistra

di Drake

La lettura dei giornali è annichilente. E la politica in questo fa la parte del leone. Ma, almeno ci risparmia il classico tormentone buono per tutte le stagioni: se una cosa è di destra o di sinistra. Nel caso di lavoratori propri, dimenticati o prossimi al licenziamento o alla cassa integrazione, il corpo a corpo ha emesso la sua sentenza: destra e sinistra pari sono, identici nella spregiudicatezza, uniti nell’indifferenza.

Profetico fu l’atteggiamento di Forza Italia dell’ex cavaliere della repubblica Silvio Berlusconi che per mesi continuò a chiedere la… forza lavoro dei suoi dipendenti senza che fosse corrisposto loro almeno gli ammortizzatori sociali. In linea, riconosciamolo, con i dettami della straordinaria lotta al comunismo e ai diritti della classe lavoratrice ingaggiata dal padre-padrone di Forza Italia, alfiere generoso del liberalismo. Libero appunto di non pagare. Altri a destra lo hanno prontamente imitato. Caso unico in cui l’originale comunque non è stato da preferire alla copia.
Ora tiene banco la sorte dei 184 dipendenti del PD che sembra indissolubilmente apparentata a quella del partito di Renzi. Una vicenda che sembra lo specchio deformato della nascita del partito democratico per il quale si faceva a sportellate per rivendicarne paternità e maternità al plurale in spregio a qualunque regola biologica.

Quei dipendenti, invece, sembrano essere diventati figli di nessuno. Come i giornalisti de l’Unità.
Quando è cominciata questa metamorfosi della sinistra verso il lavoro, questo cedimento a principi e a valori che si ritenevano inossidabili e inalienabili per una parte politica? Almeno in questo Renzi non può rivendicare la primogenitura nella rottamazione del rispetto del lavoro: chi lo ha preceduto aveva già da tempo fatto molti passi in… Avanti.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Print this pageEmail this to someoneShare on LinkedIn0

Related posts