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E’ l’informazione bellezza

E’ l’informazione bellezza

di Drake

Il vice di Appendino, Guido Montanari, l’uomo dalla mascella volitiva, ha finalmente individuato i colpevoli del consenso stagnante di cui soffre l’amministrazione di Torino: l’informazione. Lo ha dichiarato sprezzante del pericolo ai microfoni del TgPiemonte, in un’intervista a margine di un confronto organizzato alla Festa in rosso degli ultimi Rifondaroli comunisti.

Se l’applausometro non arride più alla grillina dal fresco sorriso (l’unico movimento facciale che non ha imparato a memoria) si spiega con una macchinazione degna della Spectre, dietro cui si nasconde la potente informazione cittadina che non spiega ai torinesi che cosa fa la giunta (su che cosa non fa, al contrario, è sufficiente visitare le periferie). La stessa informazione che fino a ieri – lo diciamo per inciso – raccontava, anzi no, meglio, narrava l’Appendino come una madonna pellegrina, pronta a miracolare o a regalare una buona parola per tutti.
Si scopre invece che le centinaia di titoli plaudenti, l’inginocchiatoio quotidiano organizzato dai ventriloqui della sindaca, le prepotenti veline dell’ufficio stampa, sono un’invenzione del minculpop delle opposizioni di destra e degli agit-prop di sinistra. Falsità, ha detto Montanari, aumentando per la verità (scusate il gioco di parole) la confusione se ciò che è vero e su ciò che non lo è.
Di vero, per onestà, c’è la guerra che Chiara Appendino ha deciso di combattere questa estate contro i barbecue nei parchi cittadini. Encomiabile, non avevamo ancora compreso quanto la sindaca amasse poco fare fumo con la manovella…

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