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I marron

I marron

di Drake

Macron comincia proprio a far girare i marron… Scusateci l’indelicatezza del termine, ma sembra che l’inquilino dell’Eliseo abbia deciso di recuperare qualche decimale del suo consenso sulla pelle dell’Italia. Un atteggiamento da piccolo imperatore, viziato alla Grandeur d’altri tempi, neppure fosse parente prossimo del nano di Ajaccio.
Le sue ultime. Non contento di mettere all’angolo Gentiloni sulla Libia, raccontando la favoletta di poter pacificare quel Paese accordandosi con il signore della guerra di turno, mentre nelle strade di Tripoli si spara di notte e di giorno, si è messo a giocare a battaglia navale con Fincantieri per il controllo degli impianti di Saint Nazaire.

Così sulla costa bretone ha fatto sbarcare il nazionalismo veemente, con il sottofondo della Marsigliese per non essere da meno del senso di patria del Fronte Nazionale lepenista.
Non è la prima volta che i nostri cugini reagiscono rabbiosamente alle nostre avances economico-finanziarie. Non ci reggono a comandarli in casa.

Forse è per questo che in una finale mondiale di calcio reagirono con una testata alle loro paure. Ma a Berlino c’era un arbitro a ricordare le regole del gioco. Ora chi ricorderà a Macron che esiste la libera concorrenza?

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