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Insieme a te non ci sto più

Insieme a te non ci sto più

di Drake

“Insieme a te non ci sto più”, canzone cantata da Caterina Caselli negli anni Sessanta, su testo di Paolo Conte, e risentita poche ore fa, mi ha fatto pensare d’istinto alla sindaca Chiara Appendino. E al comportamento tenuto nella festa di Capodanno, festa non di piazza, com’è noto.

La ragione è altrettanto nota: il 3 giugno, i fatti tragici di piazza San Carlo. La paura dunque ha portato il Palazzo a rifugiarsi in un altro palazzo, contagiando così la città e sterilizzandone l’entusiasmo. Eppure c’è un passaggio in quella canzone di “Casco d’oro”, come era stata ribattezzata Caterina Caselli in quell’epoca lontana, che dovrebbe far riflettere tutti noi e soprattutto chi ha deciso di governare palazzo civico per ridare slancio ed entusiasmo a chi lo ha perduto: “non sarà facile lo sai, si muore un po’ per poter vivere…”.

Ecco la morale: il piacere della vita pur sapendo che si corre verso la morte. Ma per farlo, soprattutto dopo una tragedia, occorre coraggio. Ma come ha scritto il Manzoni, scegliendosi come portavoce don Abbondio “se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare”. Niente di male, però cara sindaca Appendino, la Torino coraggiosa ha il diritto di dirti: “Insieme a te non ci sto più”.

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