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Le gemelline del flop

Le gemelline del flop

di Drake

È il marchio di fabbrica delle sindache grilline: alle critiche si risponde con l’annuncio di querele. Le Appendraggi in questo sono insuperabili.

Una lezione appresa dal loro comico-guru con la dentiera semovente. Che ora tuona parodiando “il piccolo padre”, alias Iosif Vissarionovic Dzugasvili, in arte Stalin, minacciando sanzioni a chi dissente all’interno del Movimento pentastellato. Uno scempio della fratellanza proclamata da chi si è infilato senza pudore e a parole il saio francescano (e casco d’ordinanza ai seggi…) e invoca Dio nei suoi comizi.
Detto in maniera algebrica, lo sventolio di carte bollate sta all’orwelliano regolamento interno della virale Casaleggio Company come la manifesta inferiorità politica di Appendino e Raggi sta alla povertà intellettuale e teorica dei Cinquestelle. Il cui unico fine quotidiano sembra diventato quello di alzare l’asticella dei valori, senza alcuna correlazione con la realtà, mettendo cosi in secondo piano il loro agire che appare afasico e improduttivo dinanzi ai problemi reali.

Atac e Gtt, partecipate idriche, rapporti con il personale, non c’è tema su cui le gemelline del flop – Appendino e Raggi – non siano andate a segno con lo splendore dei loro sorrisi che com’è noto non implicano tanti pensieri.

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