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“Non mollare”

“Non mollare”

di Drake

Sembra di essere tornati agli anni Settanta, al grido di “Boia chi molla”, quando un capopopolo del Movimento sociale italiano, stempiato e rotondetto di nome Ciccio Franco, sindacalista della Cisnal, arringò le masse di Reggio Calabria offese dal trasferimento a Catanzaro del capoluogo regionale calabro. Ne scoppiò una rivolta feroce che costrinse il governo a mandare in quell’ultimo avamposto della penisola persino l’esercito. Ora, la scena si è trasferita a Torino, dopo l’urlo del capocomico che targa il Movimento sociale Cinque stelle: “a non mollare”, invito rivolto a nostra signora Appendino e portato all’onore delle cronache dal Corriere della Sera. L’immaginiamo il ghigno del sanguigno comico: mascella serrata che schiaccia come in una morsa la dentiera e il sibilo con sfiato incluso “non mol-la-reeeee” che investe la povera sindaca che di mollare, forse ha tutta l’intenzione. Reazione umanamente comprensibile quella di gettare la spugna per la sequela di cocenti delusioni e pessime figure che sta collezionando alla stessa velocità con cui si appuntavano le medaglie al petto dei generali dell’Armata rossa durante la Guerra civile contro i “bianchi”.

Invece lui, il capocomico, essendo un uomo che ha attraversato le aula di giustizia e, dunque, per proprietà transitiva (e per pudore) non si assume l’onere della responsabilità politica ed amministrativa, il proposito di “mollare” non lo sfiora minimamente. Ed ora accecato dal suo delirio di onnipotenza– che i vari Berlusconi, Renzi, D’Alema, Bersani e compagnia cantante oggettivamente gli rendono ogni giorno sempre più credibile – si prepara al cosiddetto D-Maio. Sarà il suo luogotenente, appositamente paracadutato sulla Mole a lanciare le truppe all’assalto al grido di “Boia chi molla”. A costruire le barricate provvederà invece l’assessore all’ambiente Alberto UniEuro5, ammucchiando carcasse di auto diesel che ha provveduto a rottamare dopo il crollo del mercato. Poi si passerà a trincerare via Milano e via Palazzo di Città. Obbiettivo: la presa del Municipio. Ma qualcuno di buon senso, pare che abbia cercato (con scarsi risultati invero) di spiegare al comico che non c’è nessun Municipio d’inverno da prendere. Il Comune è nelle mani di nostra signora Appendino da più di 500 giorni. Ci sarebbe bisogno soltanto di amministrarlo.

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