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Operazione Gange

Operazione Gange

di Drake

Ieri sera a “Che tempo che fa”, l’intervista di Fazio al cavaliere disarcionato di Arcore, al secolo Silvio Berlusconi, ha dimostrato in tutta la sua interezza a quale livello l’audience abbia infettato l’informazione.

Non che vi fosse la necessità di una conferma, ma la speranza che ogni occasione sia buona per invertire la tendenza provoca inevitabilmente una dolorosa fitta all’orgoglio professionale dinanzi all’ennesima delusione. È la cambiale pretesa dalla degenerazione dell’audience, mentre i contribuenti pagano il robusto cachet elargito alla band Fazio per costruire passerelle su misura per i Vip, very important politics. Ma il lungo passaggio televisivo di Berlusconi sulla rete pubblica ci ha fatto scoprire una nuova forma di comunicazione: quello della purificazione. Immergersi nello studio di “Che tempo che fa” è come calarsi nelle acque del sacro Gange per elevare il proprio spirito e purificarsi, secondo la religione induista. Naturalmente una balneazione tutta metaforica, poiché è più facile immaginare l’azzimato e schifiltoso Berlusconi su spiagge caraibiche che sulle rive di un fiume tra i più inquinati del mondo.

Ma la purificazione dello spirito e degli atti commessi, soprattutto, è una tentazione troppo forte per resistervi, e Berlusconi, da consumato attore non si è fatto pregare per alleggerirsi di colpe e dare una ripulita alla fedina penale. Domande (brevi) e risposte(lunghe) hanno così purificato la sua vita, i suoi rapporti border line, le ombre d’inizio carriera d’impresario, la sua condotta morale con presunte nipotine egiziane e con la squadra di uno sport di contatto chiamata “Olgettine”, la sua elastica interpretazione di una legge di Stato che ha preso il nome di Severino sulla incandidabilità politica.

Il tutto nella estrema ospitalità che il salotto di Fazio, secondo soltanto a quello di Vespa, sa riservare con squisita signorilità ai potenti. Un assaggio di quello che sarà l’obiettività della Tv pubblica in campagna elettorale.

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