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Se ci sei batti un colpo…

Se ci sei batti un colpo…

di Drake

Nel giugno del 1944, l’allora direttore de La Stampa, il catanese Concetto Pettinato, fascista e rivoluzionario nei tratti intellettuali, scrisse un coraggioso articolo il cui titolo sarebbe diventato giustamente famoso e tra i più plagiati nella storia del giornalismo e della politica italiana: “Se ci sei batti un colpo….”

Con quella provocazione, che gli costò la poltrona, Pettinato rivendicava il diritto ad avere uno Stato (la Repubblica di Salò) che esercitasse realmente il suo potere e non fosse subalterno ad un ricostituito partito fascista dominato da bande di avventurieri e torturatori.

Ora mi viene da pensare che qualcuno dovrebbe riesumare nuovamente dalla penna di Pettinato la stessa identica esortazione, a poche ore dall’ennesima esternazione della sindaca di Torino Chiara Appendino che ha ribadito, con una frase che merita di passare ai posteri, le sue critiche a chi l’ha preceduta. «Fare l’elenco delle cose fatte è giusto, ma il ragionamento di un amministratore deve essere quello del buon padre di famiglia: gli investimenti si fanno se so che chi verrà dopo sarà in grado di pagare le rate dei mutui», ha postato su Facebook Nostra Signora Appendino. Come a dire, se non hai la sfera di cristallo, non sognarti di amministrare.

Primo destinatario, in una polemica a distanza che si va surriscaldando, ovviamente è Sergio Chiamparino, il sindaco delle Olimpiadi 2006 che insieme al suo predecessore Valentino Castellani, ha avviato il mutamento radicale della città.

E qui siamo al “Sei ci sei batti un colpo…” che come si sarà compreso non è certo riferito alla sindaca, che di colpi ne ha già sparati moltissimi, ma nessuno a segno, se Corte dei conti e Procura hanno avviato la lettura dei suoi bilanci.

Ma chi deve dimostrare di sapere battere un colpo è l’opposizione, che deve uscire dal suo curioso atteggiamento narcisistico che passa dall’innamoramento delle proprie note ad iperboliche strategie per mettere sotto tutela Nostra Signora Appendino per finire più modestamente ai duelli rusticani in consiglio comunale con i grillini. Oggi la città reclama più che mai governi adulti. Dunque persone adulte, non timorose di vivere, soltanto perché vivere costa.

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