«Chiediamo che la Regione Piemonte dichiari all’unanimità l’emergenza climatica, perché questa battaglia riguarda ciascuno di noi». Questa la richiesta alle istituzioni da parte dei ragazzi del movimento Fridays for Future.

Quella ambientale è una piaga planetaria che non può più essere ignorata. Per questo i giovani del movimento animato da Greta Thunberg, la bambina svedese che ogni venerdì manifesta per un futuro più sostenibile per il pianeta, hanno incontrato i rappresentanti del Consiglio regionale del Piemonte, dopo aver manifestato pacificamente davanti a Palazzo Lascaris.

A ricevere la delegazione il presidente dell’Assemblea Stefano Allasia, il componente dell’Ufficio di presidenza Giorgio Bertola e numerosi consiglieri e consigliere.

Insieme al portavoce del movimento, Luca Sardo, anche Marco Gautero, Valentina Moro, Laura Vallaro e Sara Verzi hanno letto un appello per chiedere che il Piemonte segua l’esempio della Liguria, Emilia Romagna e Toscana, impegnandosi a rispettare gli accordi di Parigi, che prevedono di dimezzare le emissioni entro il 2030 per poi azzerarle entro il 2050.

«Continueremo a portare questa urgenza all’attenzione di una maggioranza che sembra non volersi occupare di una questione centrale per il futuro di tutte e tutti» affermano i giovani attivisti.

Già, infatti, proprio a luglio, la proposta del consigliere Marco Grimaldi (LUV) di mettere all’ordine del giorno un testo sull’emergenza climatica era stata bocciata alla prima seduta del nuovo Consiglio Regionale.

Sottolineando l’importanza dei contenuti, il presidente Allasia si è soffermato sull’opera di sensibilizzazione già attuata per ridurre l’utilizzo della plastica e ha annunciato la convocazione di una seduta aperta del Consiglio regionale il prossimo mese di ottobre.

Il presidente della commissione Ambiente, Angelo Dago, ha promesso di mettere la questione all’ordine del giorno nelle prossime sedute.

«Siamo fiduciosi che si possa giungere ad un documento trasversale a sostegno dell’energia pulita che segua un principio di giustizia climatica» hanno concluso i ragazzi di Greta.

A sostegno del documento si è anche espresso Fabio Rotondo di Greenpeace, che ha ricordato come i cambiamenti climatici stiano anche mettendo in crisi settori tradizionalmente floridi in Piemonte come il turismo invernale e la vitivinicoltura.