di Emanuele Rebuffini

«Forme di estremo rigore e di spregiudicata isteria, dove la vita non si contiene più, non perché ne venga figurata molta, ma perché non essendoci per nulla la cerchiamo in ogni dove». Così scrive Alessandro Facente nel testo critico che accompagna la personale di Davide Balliano, ospitata da Luce Gallery fino al 22 luglio.

Luce Gallery ospita la personale dell'artista torinese Davide Balliano (1983)

                    Luce Gallery ospita la personale dell’artista torinese Davide Balliano (1983)

Nato a Torino nel 1983, Davide Balliano vive e lavora a New York da più di dieci anni. Già assistente di Marina Abramovic, Davide Balliano si è confrontato a lungo con l’installazione, la performance, la fotografia e la scultura, per poi dedicarsi negli ultimi anni alla pittura. Protagonista di mostre personali a New York, Berlino, Londra e al MoMA PS1, Davide Balliano torna ora nella sua città natale e alla Luce Gallery, che aveva già ospitato i suoi lavori un paio di anni fa, mentre nella primavera del prossimo anno sarà il Marca-Museo delle Arti di Catanzaro ad esporre la sua opera scultorea.

Nei suoi dipinti, rigorosamente in bianco e nero, sono protagoniste forme geometriche minimali: curve, linee, spirali

     Nei suoi dipinti, rigorosamente in bianco e nero, sono protagoniste forme geometriche minimali: curve, linee, spirali

Nei suoi dipinti, rigorosamente in bianco e nero, sono protagoniste forme geometriche minimali: curve, linee, spirali che producono effetti cinetici, senza però avere alcuna intenzione di essere optical art. Una pittura stratificata, che parte dal pannello di legno sul quale Davide Balliano disegna le sue geometrie, che poi ricopre di lacca nera e, infine, interviene con il gesso per operare delle cancellature.

«Quello di Davide Balliano è un lavoro che ha un carattere minimale – spiega il gallerista Nikola Cernetic – aggiungendo del bianco sopra il nero opera delle ‘cancellazioni’ proprio come se volesse minimizzare il dipinto. Al tempo stesso è un lavoro molto ‘classico’, infatti parte dallo studio dell’arco e dell’architettura di stile romanico. Anche se oramai è americano, come artista Davide Balliano mi pare classicamente italiano. Un lavoro assolutamente geometrico, privo di velature di colore (presenti, invece, nelle sculture), ma c’è una certa gestualità in particolare nella distribuzione dei bianchi, li grafia, li riga, li incide.»

"Quello di Davide Balliano è un lavoro che ha un carattere minimale aggiungendo del bianco sopra il nero opera delle ‘cancellazioni’"

    “Quello di Davide Balliano è un lavoro che ha un carattere minimale aggiungendo del bianco sopra il nero opera delle ‘cancellazioni’”

Un lavoro rigoroso, minimale ed austero, fatto di un’architettura di piani, volumi e rette rigorosamente dipinti a mano in un laborioso sovrapporsi di stucco, graffite, inchiostro, gesso e lacche su legno. «Pur apparendo come una superficie piatta – scrive ancora Alessandro Facentel’opera di Balliano, al contrario, è frutto di un lungo e laborioso processo tecnico legato ad una temporalità scandita da vari passaggi coincidenti con la creazione di una struttura. Ad uno sguardo ravvicinato, si può infatti notare come gli strati di colore e gesso si accumulino l’uno sull’altro in una cronologica sequenza di micro spessori. La forma finale è quindi la rivelazione di un percorso, che partendo dal fondo della tavola, si irrobustisce progressivamente verso l’alto».

http://www.lucegallery.com

http://www.davideballiano.com

"Forme di estremo rigore e di spregiudicata isteria, dove la vita non si contiene più, non perché ne venga figurata molta, ma perché non essendoci per nulla la cerchiamo in ogni dove"

     “Forme di estremo rigore e di spregiudicata isteria, dove la vita non si contiene più, non perché ne venga figurata molta, ma perché non essendoci per nulla la cerchiamo in ogni dove”