Cade il numero legale in Sala Rossa e salta la votazione sulla mozione per chiedere verità sulla morte di Stefano Cucchi. Dopo un acceso dibattito la maggioranza 5 stelle ha infatti abbandonato l’aula annullando il numero legale necessario per la votazione.
Una scelta che gli esponenti della maggioranza giustificano come frutto dell’atteggiamento delle minoranze. «La morte di Stefano Cucchi non può essere trasformata in campagna elettorale» spiegano i 5stelle definendo «Inaccettabili le strumentalizzazioni politiche e l’atteggiamento derisorio e irriguardoso di una parte delle minoranze nel corso della discussione sulla mozione per richiedere verità su Stefano Cucchi».

A non mandarle a dire, tanto da costringere il presidente del Consiglio a sospendere la seduta, è la capogruppo Valentina Sganga che uscendo dell’aula ha urlato contro le minoranze: «Fate politica sulla pelle di un ragazzo morto di botte», durante l’intervento della consigliera Pd Maria Grazia Grippo.

L’odg “Verità e giustizia per Stefano Cucchi” era stato depositato da Eleonora Artesio (Torino in Comune) e Deborah Montalbano (Dema): nel testo non solo si chiedeva verità sulla vicenda Cucchi, ma anche di riconoscere l’inadeguatezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini chiedendone le dimissioni. Proprio quest’ultimo elemento avrebbe mandato in tilt i grillini che hanno accusato il Pd di aver sposato la causa solo per fare politica contro il nemico leghista.

Così dopo la sospensione voluta dal presidente Fabio Versaci alla ripresa dei lavori i Cinque Stelle non si sono presentati in aula, anche se garantiscono che «L’atto verrà comunque approvato al prossimo consiglio comunale in un clima, si auspica, di maggiore serietà».

«Lo spettacolo dato oggi dal M5S in Sala Rossa è indegno – commenta il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo – Pur di rispettare il “Contratto di Governo” con la Lega, i grillini torinesi  preferiscono far saltare il numero legale e peraltro solo per non votare un Ordine del Giorno che chiede verità e giustizia per Stefano Cucchi e che stigmatizza le dichiarazioni di Salvini chiedendone le dimissioni da Ministro dell’Interno».
«Spiace solo che queste manfrine e questi imbarazzi nella maggioranza gialloverde del governo nazionale si sviluppino su una questione così delicata e sentita per tutti noi», conclude Lo Russo.