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Processo breve, arriva il "sì" del Senato

Via libera del Senato, in prima lettura, al disegno di legge sul processo breve, che passa ora all'esame della Camera. L'aula di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento con 163 voti favorevoli, 130 contrari e 2 astenuti.

Cosa prevede il testo
I cinque articoli del disegno di legge, di cui è primo firmatario il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, sono stati modificati con il maxiemendamento del relatore Giuseppe Valentino (Pdl), approvato ieri dall'assemblea, che ha allungato leggermente la durata massima di alcuni gradi di giudizio, superati i quali scatta l'estinzione.

"Basta, adesso basta!"
Con un tono particolarmente perentorio, Renato Schifani ha redarguito i senatori di Italia dei valori che, al momento dell'approvazione del Ddl sul processo breve, hanno inscenato una protesta nell'emiciclo. I senatori di Idv hanno esposto dei cartelli, tra questi alcuni con la scritta 'Berlusconi fatti processare', e 'La giustizia è morta'. Schifani ha anche ripreso il senatore Domenica Gramazio, che ha reagito scompostamente alla protesta di Idv.

Il testo sulla ragionevole durata del processo prevede ora per i reati penali: 3 anni per il primo grado, 2 anni per l'appello e 1 anno e mezzo in cassazione per i reati con pene sotto i dieci anni; 4 anni per il primo grado, 2 anni per l'appello e 1 anno in cassazione per i reati con pene pari o superiori a dieci anni: 5 anni in primo grado, 3 anni per l'appello e 2 anni in cassazione per reati gravi come mafia e terrorismo. L'estinzione del processo non si applicherà ai processi in corso, tranne che per i reati con pene sotto i dieci anni commessi prima del 2 maggio 2006 (indulto). Per quest'ultima fattispecie, nella quale rientrano i processi Mills e Mediaset, è prevista una riduzione della durata massima del primo grado di giudizio a 2 anni. La norma ha provocato la dura reazione dell'opposizione che ha parlato di "scempio della giustizia italiana".

Il sì della Lega Nord
Federico Bricolo, capogruppo al Senato della Lega, nell'annunciare il voto favorevole del suo partito al processo breve, rispedisce al mittente "le critiche ricevute da chi sostiene il falso" e invita i senatori di minoranza a "vergognarsi" per l'incoerenza dimostrata nella discussione sul provvedimento, che "recepisce molte vostre istanza e proposte sulla giustizia". Insomma, per Bricolo, dalla minoranza c'è stata "una manifestazione di incoerenza e uno schiaffo morale a Di Pietro e Bersani, che ieri sui giornali chiedevano massima contrapposizione a questo ddl, mentre alcuni senatori di minoranza votavano con noi, nelle votazioni segrete, contro emendamenti proposti dalla loro parte politica". Eppure, Bricolo tende ancora la mano nei confronti dell'opposizione: "terminata questa fase - dice - ci sara' il tempo e lo spazio per quelle grandi riforme istituzionali di cui il Paese ha bisogno. Noi non le vogliamo fare da soli: siamo pronti ad affrontarle insieme, se volete".

Il Pd: è la fine di migliaia di processi
"Con il processo breve decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sara' una denegata giustizia per migliaia di cittadini". Lo afferma la Presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, nella dichiarazione finale in aula al Senato per il ddl sul processo breve. Finocchiaro aggiunge: "Fissate in due ore la durata di una tratta ferroviaria, ben sapendo che la vecchia locomotiva potrà farcela solo in tre ore".

Il no dell'Udc
Il ddl sul processo breve è una "norma incostituzionale dal fiato corto che non servirà al premier e che compromettera' tanti procedimenti", ha detto Giampiero D'Alia in aula al Senato, annunciando il voto contrario dell'Udc al ddl sul processo breve. D'Alia ha riconosciuto che "vi è stato e vi e' un accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi" ma che la maggioranza sta ponendo "una questione giusta nella sede sbagliata" perché "lo strumento" per uscire "dal rapporto conflittuale con la magistratura non è quello del processo breve". "La sede propria - ha aggiunto D'Alia -è la nostra proposta di legge sul legitimo impedimento in discussione alla Camera". D'Alia ha poi definito "la cancellazione dei processi contabili un vero e proprio colpo di spugna che renderà inutile la celebrazione dei processi dinnanzi alla Corte dei conti". d'Alia ha quindi attaccato duramente la Lega e ha duramente attaccato al Lega: "A voi interessa solo gestire il potere locale senza alcun controllo - ha detto d'Alia - predicate bene e razzolate malissimo, tanto che avete fatto una legge ad personam per salvare uno di voi dalla Corte dei Conti. Ma come fate a votare questa amnistia?".

Gasparri: breve un processo che è comunque lungo per il resto d'Europa "Ma è davvero breve questo processo? Nel ddl la parola breve non c'è. La legge che noi proponiamo non cancellera' i processi. Riguarderà solo l'1% dei processi". Si inalbera contro quelle che considera le mistificazioni diffuse dall'opposizione, il capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, nella dichiarazione finale sul processo breve. Gasparri aggiunge: "Per i reati di mafia e terrorismo arriviamo ad oltre 15 anni di durata. E' questo un processo breve?".
Gasparri sottolinea che "l'articolo 111 della Costituzione prevede il giusto processo e l'articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo prevede la ragionevole durata dei processi".

IdV: norma senza eguali nel mondo
"Si vuole salvare Berlusconi dai suoi processi. Approvate cosi' una norma che non esiste in nessuna parte del mondo. L'Italia, culla del diritto, rinnega il diritto", ha attaccato Luigi Li Gotti dell'Idv, nelle dichiarazioni finali in aula al Senato sul processo breve. Li Gotti ha aggiunto: "Non sapete cosa significhi l'interesse collettivo. Il Parlamento e' smarrito ed asservito".

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