di Davide Larocca
Chi pagherebbe 200 euro in cambio di un elenco di annunci immobiliari che potrebbe trovare gratuitamente da solo su internet o su un giornale di offerte economiche? Eppure, esiste una realtà che vive proprio fornendo questo servizio.
Si chiama Casa Veloce ed è un franchising a cui aderiscono diverse agenzie presenti in alcune città: Torino, Milano, Genova, Bologna e Firenze. Solo a Torino ce ne sono sette. Si fanno conoscere con annunci sui propri siti e su pubblicazioni di annunci economici. Gli avvisi offrono case in affitto e chi li legge è indotto a pensare che si tratti di abitazioni gestite dalle agenzie di Casa Veloce. Invece, non è così. Una persona che si è rivolta ad uno di questi centri, Sabrina Mazza, racconta la sua esperienza e spiega il funzionamento del servizio.
«Tempo fa, avevo bisogno di trovare un appartamento in affitto – racconta la Mazza, 26 anni, originaria della provincia di Cosenza ma da anni a Torino, dove si è laureata in giurisprudenza e dove ora lavora part-time in un'associazione dei consumatori e svolge il praticantato presso uno studio legale – Avevo l'esigenza di trovare una sistemazione in fretta e ad un prezzo contenuto. Così, ho iniziato a consultare tutti i giorni siti di annunci». Tra le tante offerte con richieste non alla sua portata, la Mazza ne individua alcune convenienti. «Inizialmente, mi sembravano di privati – ricorda – Poi, quando ho telefonato ai numeri indicati, ho scoperto che a pubblicare quegli avvisi era invece Casa Veloce. Mi sono recata nella loro sede, a Torino, e qui mi hanno spiegato che non sono un'agenzia immobiliare, e dunque non chiedono il versamento della quota che le agenzie immobiliari esigono e che corrisponde solitamente a qualche mensilità di affitto. Quindi, mi hanno detto che pagando una somma una tantum di 200 euro mi avrebbero messo in contatto con il padrone di una delle case che avevo selezionato. Inoltre, hanno aggiunto che, se anche non fossi riuscita a trovare casa in quell'occasione, il denaro versato mi dava diritto ad essere assistita da loro con altri annunci per sei mesi. Per di più, se il cliente lo voleva questo periodo poteva essere interrotto e riprendere a decorrere in seguito». La Mazza trova la proposta di Casa Veloce conveniente e dunque paga la somma richiesta. «Ho così avuto il recapito del proprietario dell'alloggio che volevo affittare e l'ho subito chiamato – continua – Ma mi sono sentita rispondere che l'appartamento era già stato affittato». Infatti, il pagamento della quota a Casa Veloce non dà diritto ad alcuna prelazione: l'agenzia offre ai suoi clienti avvisi di proprietari di casa con cui non ha alcun accordo e che pertanto sono liberi di assegnare la propria abitazione a chi vogliono, che sia passato o meno per Casa Veloce. «Ho ricevuto allora altri contatti di annunci che avevo giudicato convenienti – prosegue la Mazza – Li ho chiamati tutti e da tutti mi sono sentita rispondere che quegli appartamenti non erano più disponibili. L'unica abitazione che risultava ancora libera era una mansarda in uno stato così pietoso che nessuno la voleva. Ed anch'io, che pure avevo bisogno di trovare un tetto in tempi rapidi, l'ho rifiutata».
Delusa e arrabbiata, la Mazza decide di non intentare nessuna azione contro Casa Veloce, benché lavori in un'associazione di consumatori. Proprio grazie a questo suo impiego, però, viene a conoscenza di un'altra storia, simile alla sua. Protagonista, una ragazza sarda, rivoltasi alla sua associazione. «Anche lei stava cercando una casa in affitto a Torino ed anche lei consultava annunci immobiliari online – ricorda– Ha trovato un'offerta conveniente e, per poterla sfruttare, il giorno successivo è andata in un'agenzia torinese di Casa Veloce. È stata convinta della bontà della loro offerta e ha pagato la somma richiesta. Ma anche lei è rimasta delusa: appena ricevuto il contatto del proprietario di casa lo ha chiamato, ma le è stato risposto che l'alloggio era già stato affittato». La ragazza, però, non si dà per vinta: la somma versata non è irrisoria per lei e così si rivolge all'associazione dei consumatori per riaverla indietro. L'associazione la incoraggia ad esigere la restituzione del denaro e così la ragazza chiede i soldi a Casa Veloce. Questa soddisfa la richiesta: risponde alla ragazza difendendo il proprio operato, ma nello stesso tempo le riconsegna la somma, dichiarando di voler così rispettare «le facoltà di recesso previste dal codice del consumo».
Quello della giovane sarda non è l'unico reclamo mosso a Casa Veloce da associazioni dei consumatori del torinese: al Movimento Consumatori riferiscono di una pratica (poi chiusasi senza risultati quando l'interessato ha lasciato l'Italia) aperta per tutelare un signore rumeno che ha pagato ad un'agenzia della rete la somma richiesta ed ha ricevuto in cambio un biglietto con otto numeri di telefono di proprietari, nessuno dei quali corrispondeva ad un'offerta esclusiva di Casa Veloce. E alla Federconsumatori ricordano di una ragazza di Pinerolo, sempre di origine rumena, che ha raccontato di un'esperienza simile.
Farsi pagare 200 euro in cambio di annunci reperibili gratuitamente, dunque, è possibile grazie ad un meccanismo poco limpido? Quest'accusa la titolare di una delle agenzie torinesi di Casa Veloce proprio non l'accetta: Elena Zuccarello, dal 2007 responsabile dei centri di via Silvio Pellico e via Pietro Cossa, precisa il funzionamento della realtà che dirige. «Noi offriamo un servizio di ricerca, simile a quello che dà un'agenzia di viaggi – puntualizza – Ai nostri clienti forniamo annunci di appartamenti corrispondenti alle esigenze che ci riferiscono e che troviamo su internet o su giornali. Ci facciamo pagare 200 euro, è vero, ma scovare quelle offerte ci richiede un lavoro di otto o dieci ore al giorno». La quota versata, insomma, serve per remunerare l'opera prestata: una ricerca per conto d'altri.
Gli appartamenti indicati da Casa Veloce, però, quasi sempre risultano già affittati. «E' vero – ammette la Zuccarello – Ma non è colpa nostra. Se un'offerta è buona, dura poco: con la fame di case che c'è a Torino, a volte un alloggio viene affittato nel giro di un'ora. Noi chiamiamo circa due volte a settimana i proprietari per sapere se l'abitazione è ancora libera oppure no, ma anche questa accortezza spesso non basta. In più, alcuni proprietari si rivolgono a noi affinché, gratuitamente, cerchiamo inquilini per le loro case: a loro chiediamo che ci avvisino quando l'appartamento non è più libero, ma non lo fanno quasi mai».
Un aspetto, soprattutto, la Zuccarello vuole sottolineare con decisione. «A chi ci telefona o viene da noi spieghiamo con chiarezza le nostre condizioni – dichiara – Spesso riceviamo stranieri, e se non parlano bene l'italiano chiediamo loro di tornare accompagnati da qualcuno che sappia meglio la lingua, proprio per non rischiare fraintendimenti. Inoltre, nei nostri annunci indichiamo sempre che non sono pubblicati da un privato ma da un'agenzia che aderisce a Casa Veloce. In più, se una persona si rivolge a noi esigendo un appartamento con requisiti impossibili (ad esempio, un'ampia metratura ed una classe energetica elevata ad un basso canone), le facciamo capire che difficilmente troverà ciò che vuole, a costo di perdere il cliente. E al momento di chiedere il pagamento dei 200 euro, facciamo firmare un regolare contratto».
Il documento spiega che la prestazione pagata consiste nella «messa a disposizione di una banca dati il cui contenuto riguarda immobili messi in locazione o in vendita dai rispettivi proprietari» e ammonisce: «Ricordiamo alla gentile clientela che si è acquistato un servizio informativo e quindi la quota versata non potrà essere restituita per nessun motivo di sorta». E il diritto di recesso, allora? «I nostri clienti – argomenta la Zuccarello – da noi acquistano informazioni: chiederci i soldi indietro dopo averle ricevute è come chiedere i soldi indietro ad un edicolante dopo aver letto un giornale. Eppure anche su questo siamo chiari fin da subito. Ma alcuni fingono di non aver capito le nostre condizioni e ci rovesciano addosso le loro rimostranze per sfogare una frustrazione dovuta al fatto che trovare casa non è facile, soprattutto se non si possono vantare una buona busta paga o altre garanzie». Perché la ragazza sarda ha riavuto indietro il suo denaro? «Se vediamo che un nostro cliente è fortemente scontento, facciamo uno strappo alla regola e gli restituiamo i suoi soldi», ammette la Zuccarello.