Il fronte Si Tav si è dato appuntamento quest’oggi in grande spolvero alle Ogr per una manifestazione in cui si chiede al Governo di confermare l’impegno per realizzare la Torino-Lione. E il fronte No-Tav non è da meno.

In vista della manifestazione di sabato 8 dicembre a Torino si moltiplicano gli appuntamenti e le adesioni al fronte contro l’alta velocità. E cosi, come rende noto il Controsservatorio Valsusa, il mondo intellettuale si è mobilitato e personalità del mondo accademico, della cultura e della scienza hanno lanciato un appello in cui si presentano le proprie soluzioni, alternative alla Tav, per risollevare Torino e l’Italia da crisi e declino. «All’appello – spiegano dal Controsservatorio – hanno aderito in poche ore, insieme a centinaia di cittadine e cittadini torinesi delle più diverse estrazioni, anche personalità di rilievo nazionale, tra cui il sindaco di Riace Domenico Lucano, urbanisti e studiosi del patrimonio artistico (come Vezio De Lucia, Tomaso Montanari e Salvatore Settis), scrittori (come Wu Ming e Christian Raimo), attori e personaggi dello spettacolo (come Jacopo Fo, Elio Germano, Sabina Guzzanti e Valerio Mastandrea)». All’interno del documento si inviata anche alla partecipazione alla manifestazione di sabato.

L’appello verrà presentato ufficialmente mercoledì 5 dicembre nel corso di un incontro in programma alla Gam organizzato con Pro Natura dal titolo “Tav, No grazie Torino merita di più” a cui prenderanno parte Luca Mercalli, climatologo, Alessandra Algostino dell’università di Torino, Federico Bellono, FIOM Torino, Maurizio Pagliassotti, giornalista, Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino.

Inoltre giovedì 6 e venerdì 7 è prevista una due giorni di convegno sul tema Tav al Campus Einaudi organizzato da studenti e docenti del No. «Nell’ultimo mese sono circolate numerose inesattezze sulla Torino-Lione. Crediamo sia necessario promuovere in Università un momento di confronto sulle ragioni non solo politiche, ma anche scientifiche, che da 30 anni il movimento No Tavha avuto la capacità di promuovere con estensione e serietà» spiegano gli studenti.

Intanto il mondo No Tav risponde anche all’adunata Si Tav delle Ogr. «Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti» scrivono i No Tav, aggiungendo come «Non abbiamo mai visto tante sigle riunirsi in altri momenti, dall’inizio della crisi globale per rilanciare l’economia. L’alzata di scudi c’è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici».

«A fronte di dati che annunciano già una nuova grande recessione ciò che risulta sempre più evidente è che siamo davanti al canto del cigno di una classe industriale capace in questi anni di fare impresa solo con le casse dello stato, a fondo perso chiaramente, altrimenti delocalizzazione immediata», concludono.