Gipo Farassino, una delle figure più importanti della canzone d'autore italiana e in lingua piemontese, ha anche fatto parte del partito della Lega Nord dal 1994 al 1999. Da attento conoscitore del contesto piemontese sotto ogni punto di vista, abbiamo voluto sentire il suo parere in vista delle prossime elezioni regionali che vedono un accanita concorrenza tra il leader del centrosinistra Mercedes Bresso e Roberto Cota per il centrodestra.
Gipo Farassino come al solito è sincero e vuole dire le cose come stanno, quindi alla domanda su che cosa pensa dell'attuale situazione politica del Piemonte è esplicito: "non penso niente". Si dichiara molto deluso da tutti indistintamente, loda Chiamparino ritenendolo un buon sindaco ma si dice completamente impotente e amareggiato dalla "macchina delle istituzioni", la quale rema contro anche contro la miglior volontà di costruire qualcosa quasi come un "mastodonte impazzito che porta la regione verso il baratro".
Si dice quindi scettico nei confronti della Bresso, ritenuta un po' troppo sicura di sé e portatrice di una presunzione che non sarebbe necessariamente corroborata dai fatti.
Non soddisfano Gipo nemmeno i settori della cultura e del turismo, che gli sembrano quasi lasciati a sé stessi dalle istituzioni. Aggiunge poi, per sincerità, di sentirsi quasi come un "Principe Salina" di gattopardiana memoria, essendosi ormai ritirato a vita privata lontano dai fatti che sicuramente vengono visti in un ottica assai diversa da militanti nel pieno della propria vita politica.
Alla domanda di cosa pensi di Roberto Cota, Farassino non si sbilancia dicendo che gli sembra un candidato che ha fatto la sua gavetta e che bisognerà vedere in occasione delle elezioni se ha saputo in passato assicurarsi una base salda. Gipo parla poi del popolo come un gregge sempre pronto a correre tra le braccia dei vincitori, quindi a suo dire bisognerà vedere chi tra la Bresso e Cota sarà più abile a presentarsi come tale.
Infine Gipo dice la sua su un ultimo tema, quello del rapporto conflittuale tra Torino e Milano. Innanzitutto Gipo definisce simpaticamente Milano un po' come la "nemesi storica" di Torino, Constata amaramente che il Piemonte sta scomparendo ormai persino dai meteo, dove si preferisce citare in sua vece sempre più spesso la Lombardia, ma non si stupisce di questo in quanto la subalternità della città piemontese rispetto a Milano sarebbe da ricercarsi nelle diverse attività economiche che differenziano le due metropoli. L'assenza o quasi di grande industria a Milano avrebbe differenziato il capoluogo lombardo da quello piemontese nella sua evoluzione urbana, e la stessa immigrazione nelle due città sarebbe stata di natura diversa, più specializzata a Milano e più rurale a Torino. Gipo Farassino dunque da attento conoscitore del Piemonte non è affatto ottimista relativamente al futuro politico della regione.




Gipo Farassino, il “deluso”





Commenti