Riparte in Italia il dialogo sul nucleare, riaccesosi in seguito alla manifesta volontà del governo di istallare nel paese nuove centrali, quale risposta alla crisi energetica ed all'inquinamento atmosferico.
Balzano in prima linea, quei comuni che sono stati protagonisti della passata stagione nucleare, e che ne recano ancora ben evidenti i segni. Abbiamo sentito perciò Marco Felisati, lista civica e sindaco di Trino, provincia di Vercelli, uno dei paesi Italiani che fino al 1987 ha ospitato una centrale atomica e gli abbiamo chiesto se il futuro del suo paese sarà legato a nuovi reattori.
È realistica l'ipotesi che a Trino sorgano nuovi impianti nucleari?
Nel luglio del 2009 è stato varato il decreto 99 sullo sviluppo e l'energia che prevedeva il ritorno al nucleare e la costituzione di un'Agenzia per la sicurezza nucleare con il compito di fissare i criteri per l'individuazione di territori idonei ad ospitare i nuovi siti. Ancora oggi questa Agenzia non esiste e non sono stati elaborati i suddetti criteri. Non c'è in Italia un solo comune che possa affermare di essere stato contattato.
Sono circolate delle indiscrezioni da parte dei Verdi, di Legambiente, del Pd riguardo degli ipotetici siti e si è detto che i Comuni che già ospitano siti nucleari sarebbero in prima linea per l'edificazione dei nuovi. Noi non siamo stati contattati! Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, pochi giorni fa, ha partecipato alla Consulta ANCI Comuni sede di servitu' nucleari, presieduta da Fabio Callori, Sindaco di Caorso ed è stato evidente che il toto comune è privo di ogni fondamento.
Avete mai ricevuto contatti in merito?
Non c'è stata alcuna richiesta. Le centrali comunque non le farà lo Stato, che si occuperà solo dell'identificazione dei siti idonei. La realizzazione sarà affidata a privati, saranno questi per tanto, eventualmente a chiedere il permesso per costruire.
Qualora li riceveste come vi orienterete?
Verrà indetto un referendum consultivo, come previsto dallo statuto comunale. Crediamo sia fondamentale che i cittadini facciano una scelta consapevole, pertanto è indispensabile che venga offerta loro un'adeguata informazione. Il Comune vuol porsi quale interlocutore sia delle sensibilità ambientaliste che vedono nel nucleare un ritorno al passato, sia di quanti lo considerano invece un'opportunità di sviluppo. La via da seguire deve essere quella del confronto e non della chiusura. Il Comune non è antagonista di nessuno, ma al contrario deve dare l'opportunità ad ogni cittadino di crearsi un proprio pensiero a riguardo. Sarà responsabilità del Consiglio rispettare l'esito del referendum. La centrale di Trino esiste a partire dal 1960-61 ed è stata dimessa nel 1987 dopo il referendum nazionale sul nucleare. Oggi naturalmente è mantenuta in sicurezza.
È impensabile che l'Italia possa affrontare il nuovo senza risolvere i problemi già esistenti, senza la creazione di un sito unico nazionale, un parco tecnologico, come recita il decreto del 2009, preposto allo smaltimento delle scorie. I dieci comuni con istallazioni nucleari sono ciascuno deposito di se stesso.
Avete ricevuto la compensazione ambientale?
Da alcuni anni e precisamente dal 2006 riceviamo il 30% della somma stanziata, la restante parte, il 70% è congelato presso il Ministero delle finanze e del tesoro. I fondi, ricevuti fino ad ora ci vengono però erogati ogni volta con ben due anni di ritardo. Dovremmo ancora ricevere circa sei milioni di euro, cifra più che significativa per un comune come Trino. Siamo tutt'ora in trattativa con Saglia e due settimane fa, Chiamparino, presidente nazionale dell'ANCI ha richiesto un incontro con Scajola e Tremonti affinché i comuni che hanno già dato alla causa del nucleare vengano ristorati.
Già dal 2004 tutte le volte che abbiamo pagato una bolletta abbiamo automaticamente versato una piccola cifra per la costituzione di un fondo per la compensazione.Se non ci verrà pagato anche quel 70% saremo pronti ad azioni clamorose.
Oggi il dialogo è sereno, Saglia ha un atteggiamento molto positivo e proprio ieri sera ne ha parlato con Tremonti.
Sono in atto delle iniziative volte a risolvere il problema dello smaltimento delle scorie?
Pochi giorni fa sono partite, sperimentalmente, da Salugia due barre. A partire da Luglio così come prevedeva il decreto del 2009 la Sogin dovrebbe occuparsi del ritrattamento dei combustibili. La decommissioning ha il suo percorso, quelle spostate in Francia sono state solo due barrette.




Il sindaco di Trino: sul nucleare pronti al referendum





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