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Un Sos per la libreria Gabi di Roma

di Elena Romanello

La libreria Gabi di Roma, in via Gabi 30 abc, a due passi da piazza San Giovanni, è una storica libreria della capitale, rilevata nel 2008 da Marinella Zetti e Flaminia Paolucci Mancinelli che ne hanno fatto un importante punto di aggregazione culturale, grazie anche all'associazione collegata Il Nido della Fenice, con particolare riguardo alle donne e agli omosessuali.
A causa delle difficoltà che colpiscono le librerie indipendenti, Roma e non solo Roma rischiano di perdere questa importante libreria. Nuovasocietà ha sentito Marinella e Flaminia, le due titolari, per parlare di Gabi e di cosa si può fare per salvarla.

Chi sono Marinella e Flaminia e come nasce il progetto Gabi?

Marinella, giornalista, e Flaminia, scrittrice, sono due donne che hanno uno spiccato senso del sociale e del volontariato, e che, a un certo punto della loro vita, hanno deciso di focalizzare questa loro "inclinazione", lasciando lavoro, casa e quant'altro a Milano per trasferirsi a Roma, rilevare una libreria storica e usarla come "base" per ospitare il loro progetto. Le dimensioni del locale, infatti, ci hanno da subito fatto viaggiare con la fantasia: qui potremo fare, qui potremo mettere, qui si potrebbe...

Come si è sviluppato in questi anni il vostro progetto?

Il "progetto Gabi" è un work in progress e che si pone come obbiettivo l'accoglienza. Dalle donne, cui abbiamo dedicato mesi e mesi con i gruppi gratuiti di auto-aiuto (da Donna a Donna) alle persone omosessuali, trans e intersessuali. Un progetto che è culturale, ma anche pratico (con corsi di disegno, per il benessere psico-fisico, teatro e corsi di scrittura creativa)e di supporto psicologico.
Naturalmente senza perdere di vista i libri, con presentazioni di romanzi e saggi; i libri per noi hanno un'anima e non sono scatole di pomodori.

Dopo tanta fatica, ho letto che Gabi sta rischiando la chiusura, quali sono le cause di questa situazione?

Molteplici. Prima di tutto la situazione legislativa del nostro Paese in relazione al mercato editoriale, le leggi di cui ad oggi disponiamo sono assurde ed inique, favoriscono il business invece dell'iniziativa privata, i Trust invece del singolo. Un altro colpo ben assestato ci è arrivato dalla crisi economica che stiamo attraversando e, in ultimo ma non ultimo, il completo disinteresse delle Istituzioni per chi cerca di fare cultura e di occuparsi di sociale. Il Progetto Gabi nasce dai nostri investimenti, non abbiamo mai ricevuto nulla dalle Istituzioni.

Ritenete che in Italia, a Roma, ci sia ancora spazio per un progetto come il vostro e pensate che sia possibile contribuire affinché il vostro impegno/lavoro non vadano persi?

Non è proprio un caso che il nostro progetto si chiami "Nido della fenice"... Stiamo lottando strenuamente per difendere quello che abbiamo fatto, ma soprattutto per quello che è nostra intenzione far nascere a breve. Abbiamo idee che riteniamo debbano sopravvivere e se la nostra è una resistenza a oltranza, una estrema difesa dei diritti è perché crediamo che soprattutto oggi, in questa situazione politico-sociale, sia necessario, imprescindibile. Ci paragoniamo agli operai che rischiano il licenziamento e che per difendere il loro posto di lavoro salgono sui tetti.
Come aiutarci? Per prima cosa dovremmo riuscire a far crescere l'attenzione su questo "caso"... Far sì che noi non restiamo sole. Sarebbe tremendo. E poi occorre passare da una reattività "virtuale" ad una "fattuale": collaborare con noi, sviluppando iniziative, lavorando con noi, dando vita a attività all'interno della Libreria, e raccogliendo fondi. A parte il famoso Mecenate, che speriamo/aspettiamo prima o poi di riuscire ad incontrare... Abbiamo dato vita a una colletta, basta poco (l'equivalente di una pizza, o un happy hour) ma con la partecipazione di tutti quelli che condividono le nostre idee, il nostro lavoro, la nostra filosofia di vita.


Per contribuire si può fare un bonifico a GABI INTERNATIONAL SRL sul conto IBAN IT95J0326803208052878381790 oppure versare direttamente sulla carta PostePay 4023600585474333.

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