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Dario Fo:"Lo stato della cultura italiana è orrendo"

di Elisabetta Ranieri

Per una volta la cultura, quella vera, ha vinto e l'Orgia di Pasolini è in cartellone per la prossima stagione della rassegna milanese 'Invito a Teatro'. L'assessore provinciale alla cultura, Umberto Maerna ha fatto un passo indietro ed ha abbandonato l'infelice idea di eliminare dal programma dell'evento spettacoli giudicati dallo stesso non adatti. L'occhio severo di Maerna, anche vicepresidente della giunta Podestà, si era scagliato non solo contro 'Orgia' di Pasolini previsto nel programma del teatro Out Off ma anche contro 'Chicago Boys' e 'Trilogia del benessere' di Renato Sarti previste invece nella programmazione del Teatro della Cooperativa.

La richiesta aveva scatenato non poche polemiche portate avanti da quasi tutti gli enti teatrali milanesi già piegati dai tagli e decisamente contrari ad essere anche soggetti ad una censura di così basso livello.
Il tentativo di controllo era stato giustificato da Maerna come la volontà da parte della Provincia di monitorare le attività culturali sponsorizzate anche attraverso una compartecipazione finanziaria dell'ente. In particolare la Provincia rimborsa da anni i teatri che fanno parte del circuito 'Invito a Teatro', una rassegna che permette al pubblico di accedere con soli 68 euro ad otto spettacoli presenti nelle varie offerte di programmazione.

Per fortuna in casi come questi è vero che l'unione fa la forza e per una volta ciascun teatro ha messo da parte i propri interessi prendendo una posizione unanime ed annunciando una 'stagione in bianco' se la richiesta dell'assessore fosse stata attuata. In prima linea, accanto agli enti, si è schierato anche il premio nobel Dario Fo.

"Nuovasocietà" lo ha incontrato per capire attraverso il suo occhio attento e critico se in Italia si può ancora parlare di cultura teatrale.

La prima curiosità è sapere un suo commento sul ripensamento di Maerna. Cosa pensa di tutto ciò?
Credo che il mio intervento e quello di molti miei colleghi sia stato determinante nel ripensamento che c'è stato, hanno capito evidentemente che si trattava di qualcosa che li portava a fare una figura proprio barbina di bassezza, mancanza assoluta di senso di civiltà, democrazia e libertà.

Qual è lo stato attuale della cultura italiana?
Lo stato generale della cultura italiana è orrendo. A Milano tutto diventa poi paradossale perché da ormai non so quanti anni esiste un comune che è gestito proprio dalla destra conservatrice, per non dire reazionaria, e quindi tutto salta, tutto viene annegato prima e non perché ci sia una volontà organizzata ma semplicemente perché della cultura non gliene importa niente. Tutti pensano che la cultura sia un sovrappiù, qualcosa anche di noioso che fa buttar via il denaro, una cosa da pazzi insomma. Spender del denaro, sostenere delle iniziative usando il denaro pubblico è cosa da pazzi, ci sono altre cose più urgenti da organizzare per i nostri politici. Se penso ad alcuni sindaci, alcuni assessori della città di Milano mi vengono i brividi, hanno una profonda ignoranza e quasi disprezzo o meglio fastidio per la cultura.

E della cultura teatrale, nello specifico, cosa si può dire?
Io l'altro giorno ero in un comune che ha bloccato degli spettacoli perché non aveva più il denaro ma nello stesso tempo facevano i fuochi d'artificio, fuochi d'artificio che costano delle cifre incredibili e questo la dice lunga..meglio quattro botti e l'esplosione. Non dico che non si debbano fare ma insomma se debbo scindere le cose è meglio uno spettacolo, una manifestazione davvero culturale piuttosto che un gioco pirotecnico no...
Berlusconi ha tolto ogni forma di cultura reale nei propri programmi, nel proprio telegiornale. Basti pensare a come oggi nel programma culturale della televisione italiana sono saltati tutti i programmi incentrati più su un piano strettamente culturale e non solo, perchè quelli che ormai sono in programma da tempo, sono stati spostati a tarda notte. Io per esempio ho scoperto che un vasto programma che mi riguarda personalmente è stato portato alle due di notte...Non esiste più il rispetto di una volta per il concetto stesso di cultura e si punta solo ad un appiattimento della società.

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