di Angela Conversano

A Mombello di Torino, Alberto Guggino ha deciso di essere “diversamente occupato”. Ex dirigente di una multinazionale dell’informatica prima, ristoratore a chilometro zero poi, ha scelto di occupare il suo tempo dedicandosi alla ricerca dell‘autonomia energetica e alimentare per sé e per la sua famiglia. E ci è riuscito. Nel piccolo paese piemontese, infatti, Alberto vive con i suoi cari in una casa che viene definita“passiva”. «In una società che necessita di cambiamento occorre una filosofia di vita che rispetti la natura, le risorse della terra, le persone e i ritmi della vita stessa», ha raccontato il proprietario della cascina ottocentesca. Ed è proprio dalla constatazione che un futuro basato sui ritmi e sulle abitudini a cui siamo abituati oggi è insostenibile che nasce il suo desiderio di dedicarsi a tempo pieno alla ristrutturazione dell’abitazione con materiali naturali. Materiali che vengono coniugati e valorizzati con le tecnologie più avanzate, senza che queste prendano il sopravvento.

Attraverso il progetto, ambizioso e illuminante, sono i valori del vivere eticamente, del mangiare sano, della condivisione e dell’altruismo ad essere esaltati. Gli spazi all’interno della cascina sono stati pensati, infatti, proprio in funzione di tali aspetti e per questo motivo la cucina, luogo in cui la famiglia si riunisce per la preparazione del cibo, e lo studio, luogo pensato come “circolo di conversazione”, sono gli spazi più ampi.
Proprio in cucina Alberto racconta di come la sua vita sia cambiata e migliorata e del pomeriggio in cui sua figlia, tornata da scuola con una compagna, ha richiesto la ricetta per fare la nutella. Una piccola vittoria la considera, e in effetti lo è: nella società odierna non è affatto banale che un’adolescente non ricorra all’acquisto di un prodotto così noto ma pensi ad auto-produrlo.

Il progetto della Rebirth house, così è chiamata, si collega direttamente, tra l’altro, al noto progetto lanciato dall’artista Michelangelo Pistoletto del Rebirth-day con cui si celebra il mito contemporaneo del Terzo Paradiso. Un’idea, una filosofia, in cui l’arte è concepita nella sua capacità di interagire con tutti gli aspetti della vita umana e, al tempo stesso, rivalorizzare i principi e comportamenti etici della società.

Cosa imparare dalla storia di Alberto e di quanti hanno collaborato al progetto? Molto. È vero, non è semplice decidere di investire il proprio denaro e il proprio tempo nella “costruzione” di uno stile di vita quasi completamente sostenibile. Ma si può partire dalle piccole pratiche: dalla creazione di un piccolo orto sul proprio balcone alla consapevolezza negli acquisti degli alimenti. Il cambiamento verso uno stile di vita sostenibile è possibile, e il punto di partenza è la cooperazione.

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