La Fondazione promozione sociale è una Onlus con sede in via Artisti 36, a Torino. Nata nel 2003 per volere della famiglia Santanera essa offre continuità alle esperienze di diverse associazioni di volontariato già aderenti al Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) di Torino, attivo dal 1970. Scopo primario della Fondazione è offrire un aiuto a quelle categorie di persone che non sono in grado di difendersi da sé: anziani malati cronici e non autosufficienti, malati di Alzheimer, soggetti con handicap intellettivo e minori che non ricevono un adeguato sostegno dal proprio nucleo famigliare.
La formula scelta è quella del 'volontariato dei diritti' in quanto i membri della Onlus non si occupano della gestione dei servizi per il malato, bensì della tutela dei suoi diritti di fronte alle autorità. Infatti, accade spesso che la persona bisognosa di cure non riceva aiuti adeguati dagli enti preposti a tale compito costringendo i familiari a farsi totalmente carico dell'assistenza, con spese che sfiorano i 3.000 euro al mese. Come spiega la presidente Maria Grazia Breda non si tratta di battersi contro l'assenza di norme, ma di vigilare sul rispetto delle leggi già esistenti: "quella della badanza del malato è una competenza del sistema sanitario italiano che si deve provvedere a far funzionare senza gravare economicamente sulle famiglie e garantendo il miglior trattamento possibile degli assistiti".
Proprio per questo la Fondazione svolge un'attività di sportello, sia telefonico (011.8124469) che per posta elettronica ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), a cui possono rivolgersi quanti abbiano bisogno d'aiuto: nel solo anno 2009 sono state seguite 216 pratiche riguardanti malati che rischiavano di essere dimessi dalle case di cura senza la garanzia di altre forme di assistenza e svariati casi di famiglie costrette a pagamenti extra per trattamenti già compresi nella retta di ricovero. Sempre nel 2009 ha riscosso grande successo l'iniziativa di una petizione popolare, firmata da 26 mila persone, che ha consentito di ottenere dalla giunta regionale un aumento dei posti letto in case di cura, ricoveri diurni per malati di Alzheimer, aiuti economici per le famiglie adottive di bambini con handicap e l'esenzione dei parenti dal contribuire alle spese di ricovero del proprio congiunto.
Inoltre, accanto alla battaglia per i diritti di chi non è autosufficiente la Fondazione si occupa anche di sensibilizzare le persone comuni di fronte a questi temi. Secondo Maria Grazie Breda, infatti, si tratta anche di un problema culturale: è necessario che i cittadini conoscano le leggi se vogliono tutelarsi da frodi ed inganni così come è bene far capire loro che nei confronti del malato non basta "assistenza e badanza, ma serve anche la cura per lenire le sofferenze" e che il servizio sanitario deve essere in grado di garantire tutto ciò. A questo scopo lo scorso 16-18 aprile si è tenuta al Cinema Massimo una rassegna dal titolo "Difendere i diritti deboli...al cinema" che alternando proiezioni di film a dibattiti con esperti è riuscita ad avvicinare alle attività della Onlus un pubblico di circa 300 persone per giorno.
Particolarmente interessante, infine, è anche la pratica della donazione modale attraverso la quale si crea un rapporto di reciproco aiuto tra la Fondazione ed i suoi assistiti: per la prima rappresenta un notevole contributo economico, per i secondi la garanzia di veder tutelati i propri diritti. Infatti, la persona interessata può fare un lascito alla Fondazione ed in cambio otterrà assistenza qualora dovesse risultare non più autosufficiente. Sotto la sorveglianza di un tutore i volontari della Onlus provvederanno a verificare il buon funzionamento della struttura di ricovero e l'adeguatezza delle cure fornite: una soluzione che ha già ottenuto successo soprattutto presso anziani soli che sono così sicuri di avere l'attenzione e l'assistenza necessarie.




La Fondazione promozione sociale tutela i diritti delle persone non autosufficienti
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