La piazza non è un luogo di confronto per le madamin. Già, proprio loro, le organizzatrici della grande manifestazione di Si, Torino va avanti, che il 10 novembre ha portato in piazza tanti torinesi per esprimere il loro dissenso all’amministrazione Appendino, preferiscono un luogo diverso per confrontarsi con i No Tav.

E’ questa la risposta che le sette imprenditrici danno al Movimento contro la Torino-Lione che ieri nel corso di una conferenza stampa tenuta dalla donne No Tav le ha invitate alla loro manifestazione di sabato 8 dicembre per un confronto. «Riteniamo che, se davvero si vuole un confronto, bisogna trovare un contesto appropriato – non certo una manifestazione di piazza -, in cui poter presentare e discutere opinioni diverse con equilibrio e serenità» scrivono.

«Ci pare che il movimento NoTav in tutti questi anni non sia stato così disponibile a confrontarsi con chi la pensava diversamente. Forse questa apertura al dibattito è un risultato della piazza del 10 novembre e ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo» proseguono le madamin, rispondendo alla sindaca di San Didero Loredana Bellone che aveva dichiarato come non tutte le donne si rispecchiano nel Si alla Tav: «Al sindaco di San Didero, che vanta una trentennale militanza contro la TAV, invieremo il nostro MANIFESTO DEI SÌ per il rilancio di Torino e del Piemonte. Vedrà che le sfide da affrontare sono molte e collegate fra loro. Le principali riguardano il lavoro di ce l’ha, di chi l’ha perso e dei giovani che lo cercano, soprattutto in una grande area urbana industriale da tempo in sofferenza».

Le sette donne dell’Onda, come hanno ribattezzato il movimento nato dalla loro iniziativa, hanno anche precisato che quella della Torino-Lione è solo una tra tante cause che loro sostengono: «Più che semplicemente favorevoli alla TAV, siamo un gruppo di persone che si riconosce nel manifesto “Sì Torino va avanti”, con decine di migliaia di adesioni di cittadini, categorie produttive, professionali, sindacati, docenti universitari, studenti».