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Piemonte No Padania, questa Regione non la lega nessuno

L'astensione non è la soluzione.

Il 28 e 29 Marzo 2010 il Piemonte rinnova i suoi organi elettivi, Presidente e Consiglio Regionale. Vista la totale precarietà politica, democratica e del mondo del lavoro che contraddistingue gli anni che stiamo vivendo, non possiamo permetterci di dire che, delusi dalla politica, non andremo votare. Non possiamo seriamente pensare che "tanto sono tutti uguali". Non è così.

Bresso e Cota non sono, non possono essere, la stessa cosa.

Come cittadini consapevoli e responsabili, dobbiamo puntare ad un governo che consideri la questione morale prioritaria, che sappia leggere il territorio con spirito innovativo con coerenza e trasparenza. Un governo che voglia fare rete con i soggetti responsabili del nostro territorio, che continuando la lotta alla precarietà diffusa, per dare un futuro ai nostri giovani. Dobbiamo pensare e rivolgerci a chi, in questi anni, ha avuto il coraggio di difendere i diritti delle persone, siano esse italiane o straniere, promuovendo una politica dell'accoglienza.

Non una politica dell'esclusione.

La crisi sociale è appena iniziata e durerà a lungo. Dobbiamo operare perché la regione Piemonte difenda il lavoro chiedendo alle imprese di innovare le produzioni nel rispetto del pianeta Terra e nell'ottica del risparmio energetico, portando nuovi prodotti e nuovo lavoro nella nostra regione, sostenendo i redditi dei lavoratori colpiti dalla crisi perché siamo per la coesione sociale, e non per la discriminazione sociale.

La democrazia, come espressione nel mondo del lavoro, è condizione di unità, questo vale anche per le differenze tra i territori, della nostra regione, che non possono essere assimilati indistintamente ad una padania astratta.

Torino, 150 anni fa è stata protagonista nel lungo percorso che ha portato all'Unità d'Italia. L'Italia è una sola, la Padania non esiste. Chi da anni invoca la secessione, e predica il razzismo e la xenofobia non può governare il Piemonte. Dipende solo da noi impedirlo!

La nostra partecipazione, costante e quotidiana, agli eventi che interessano il nostro territorio, sarà decisiva. Non ultimo l'espressione di voto all'interno della competizione elettorale. Sappiamo bene che la politica non può essere fatta dal "meno peggio", ma oggi la posta in gioco non è solo politica: è culturale è morale. Non si può tornare indietro, dobbiamo camminare in una visione unitaria dell'Italia, in un ottica Europea.

"Piemonte in alto a sinistra". Questo il nostro slogan, per garantire maggiori diritti ai cittadini, per difendere la legalità e per contrastare le forti diseguaglianze ancora esistenti.

Giovedì 25 marzo organizzeremo un presidio per 24 ore in piazza Carignano davanti all'antico Parlamento Subalpino dove è nata l'Italia. Una maratona elettorale a microfoni aperti con un susseguirsi di interventi nei quali esprimeremo tutti i motivi che ci inducono a votare Bresso.

Vi invitiamo a sottoscrive l'appello, ad iscrivervi al gruppo facebook "Torino No Padania, questa città non la lega nessuno" e a venire in piazza a dire perché voterete BRESSO.

La nostra non sarà però una delega in bianco, chiediamo alla Presidente Bresso e ai consiglieri che verranno eletti di continuare a lavorare sui diritti per l'inclusione, per le politiche sul lavoro e vigileremo affinché il suo operato sia coerente con l'impegno assunto.

La presenza di ognuno di noi è cruciale.

Primi firmatari:

Oliviero Alotto

Diego Novelli

Giorgio Airaudo

Michele Curto

Paolo Hutter

Gad Lerner

Giampaolo Zancan

Giangi Parigini

Monica Frassoni

Wanda Bonardo

Laura Salvetti Firpo

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