Niente Luci d’artista in via Roma, ma più istallazioni in tutta la città e anche in centro. Lo spiega l’assessora alla Cultura Francesca Leon rispondendo in Consiglio Comunale alla richiesta di comunicazioni del capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo alla notizia che le istallazioni che accompagnano l’autunno e il periodo natalizio torinese non sarebbero state messe nella sua via principale.

Leon ha spiegato che «L’Amministrazione intende valorizzare le opere che sono di fatto una collezione di arte contemporanea che apre il mese dell’arte nella nostra città ed è riconosciuta a livello internazionale come eccellenza. Intendiamo utilizzare questo patrimonio per valorizzare ora altri luoghi della città vissuti come periferici creando opportunità che promuovano e diano nuove possibilità a questi territori». Insomma, si procede anche quest’anno sulla strada già intrapresa, in verità senza tanto successo, nel 2017 di portare le Luci d’artista in periferia. «Il piano di collocazione quest’anno ha previsto una concertazione con i Consigli circoscrizionali e i cittadini attraverso una serie di proposte raccolte e vagliate in sopralluoghi con i tecnici di Iren e Teatro Regio e che ha portato almeno una installazione per circoscrizione. Quest’anno una nuova opera permanente, opera di Piero Gilardi, verrà installata presso il Parco di arte vivente in via Giordano Bruno»ha aggiunto l’assessora aggiungendo che dei lavoro di manutenzione sono in corso su altre opere e che una volta terminati i lavori le istallazioni luminose in città saranno più delle scorse edizioni.«L’inaugurazione di Luci d’artista avverrà con l’accensione di My Noon, nel cortile della scuola elementare Collodi di corso Croce 26, nella Circoscrizione 8 che conclude un percorso laboratoriale ed un workshop con i ragazzi. L’artista sarà presente all’inaugurazione mentre ragazzi e famiglie potranno fare un tour con l’autobus turistico per vedere il contesto in cui l’opera è inserita. Sono previste iniziative anche nelle circoscrizioni 7, 2 e 6», mentre Leon ha anche precisato che il marchio Luci d’Artista è stato rinnovato per altri 10 anni.

Tuttavia l’idea dell’Amministrazione non ha convinto Lo Russo per il quale «Gli abitanti delle periferie hanno altre esigenze: erba tagliata, strade riparate e, in fatto culturale e sociale, hanno l’esigenza del coinvolgimento delle realtà che localmente lavorano su quei territori. La logica di Luci d’artista invece era invece accostare, a fini culturali e turistici, la nostra architettura barocca con queste opere. Non so quanti turisti andranno alle Vallette in piazza Montale dove, sbagliando, avete anche quest’anno mandato un’opera. Le decine di progetti finanziati nel quadro di AXTO potevano essere il punto di partenza per ribaltare un paradigma. Ci aspetteremmo da voi un disegno culturale, mentre mandare queste opere in periferia non è il modo di fare partecipare i cittadini».

Per i Cinque Stelle invece il progetto va avanti: «Vogliamo portare avanti le richieste pervenute dalle periferie. – Ha spiegato la consigliera pentastellata Viviana Ferrero Per il Planetario che era in via Roma si potrebbe pensare a una soluzione di compromesso. Occorre coinvolgere gli artisti per ripensare il posizionamento delle opere. Dobbiamo declinare la cultura in modo democratico, per dare luce alle zone che sono in ombra».