Er Mejo Di Maio, nonostante gli avvertimenti di chi nel Movimento sociale Cinque Stelle gli sta accanto e gli vuole bene, continua imperterrito con le sue freddure che radunano agli angoli delle strade capannelli di gente che se la ride, che ammicca al vicino con l’abituale battuta «la sai l’ultima del ministro Di Maio?», ma che appena gira l’angolo comincia ad interrogarsi con preoccupazione sul proprio futuro. L’ultima sarebbe da Oscar per il nonsense, se il premio non fosse già stato assegnato a vita al suo mentore, al comico dalla dentiera semovente che si diletta con la politica, cioè con le nostre vite.

Rabbioso per i conti che non tornano e gli impedirebbero di dare al popolo ciò che ha promesso in campagna elettorale ha sparato a palle incatenate contro il ministro all’Economia Giovanni Tria.

Con la bava che saliva e gli annebbiava il cervello, il cantastorie Er Mejo ha tuonato con lo stile cognitivo che si deve ad un vice presidente del consiglio: «Un ministro serio trova i soldi». Tria pare abbia sommessamente replicato: «Allora un ministro del lavoro dovrebbe trovare il lavoro…».

Giustamente, come si conviene tra persone serie, nessuno dell’entourage del ministro Tria ha riso. Sui numeri della disoccupazione in Italia non si può barare.