di Giulia Zanotti

Senza alcun dubbio Marco Baldini per essere uno, come dice lui, che di twitter e social network ne capisce poco, in breve tempo si è laureato in questo campo.
Già, perché con il suo programma (è il caso di chiamarlo così) #liberobaldini stiamo assistendo alla rinascita del conduttore radiofonico e televisivo troppo spesso definito “spalla”, per via del suo ormai passato sodalizio con Fiorello.

Ma aldilà delle polemiche dalle cui acque si sono abbeverati Selvaggia Lucarelli e Red Ronnie, che si sono scagliati, in un modo o nell’altro contro Baldini, quello che accade ogni sera alle 23 in diretta su Periscope è molto interessante.
Siamo ormai alla decima (contando i bis) trasmissione e i follower aumentano. Gli argomenti cambiano in un secondo e Baldini riesce a gestire centinaia di commenti che arrivano a raffica, da i ricordi in radio, alla sua prima automobile.

Si parla anche di politica, dove ricorda quando da giovane era di sinistra in una Firenze rossa. Poi con il tempo si cambia.
Si chiama #liberobaldini perché il conduttore dà una mano a Libero Bar, ovvero ad un altro modo di bere caffè, dove puoi decidere la percentuale di caffeina.
Uno sponsor? Probabile, ma quello che più conta è che Baldini sia riuscito a comprendere che si può fare spettacolo anche con un cellulare per più di cinque minuti (stiamo parlando di 40 minuti di Periscope). Ciliegina sulla torta: tutto con il telefonino in mano. Almeno fino a ieri quando qualcuno gli spiegato attraverso i commenti che poteva appoggiarlo sul tavolo.

Peccato che ancora nessuno abbia capito il fenomeno, limitandosi all’audience creata dalla polemica Baldini-Fiorello, Lucarelli-Baldini.
Sarebbe interessante capire cosa sarà domani di #liberobaldini. Ma allo stesso tempo sarebbe un peccato scoprire tutte le carte. In fondo la speranza per i vecchi e i nuovi fan è quella di vederlo apparire alle 23, con smoking, magari con ospiti per un Baldini Day. Sempre su Periscope.