Da oggi e per il 2019 Matera è la Capitale Europea della Cultura.

Un lavoro, quello di Matera, iniziato molti anni fa che consentirà di mettere in vetrina una delle città più belle d’Italia e che quasi sicuramente lascerà in quel luogo una eredità grande e potente.

Parlare oggi di Europa non è semplice. Ma forse mai come in questo momento è utile aprire una riflessione sull’opportunità che può fornire la Cultura nel processo di costruzione di una identità europea e nell’azione di cambiamento che è necessario mettere in campo perché quella che fu una delle più grandi e geniali intuizioni del dopoguerra, l’Unione Europea, non finisca male.

La Cultura come motore di integrazione tra popoli, come fattore comune che abbatte le frontiere, come valore che può e deve rappresentare un orizzonte che identifica il sentirsi europei oltre che l’esserlo. Ma anche la Cultura come fattore di trasformazione delle Città, in alcuni fortunati casi quello principale. Le Città questa Europa la compongono, ne rappresentano la parte più avanzata e dinamica per lo sviluppo economico e l’innovazione, per le reti e i diritti sociali, per le infrastrutture immateriali e materiali che costituiscono il nostro essere pienamente cittadini.

Senza la Cultura cessa il nostro essere cittadini.

Torino in questi ultimi anni si è lasciata sfuggire alcune importanti occasioni per essere davvero protagonista, in Italia e nel mondo. Parlare di Cultura a Torino sta diventando un esercizio ozioso. Sempre meno coinvolgente e sempre più da ragionieri e contabili. Buchi, sponsorizzazioni, bilanci, pareggi, corte dei conti. Sempre meno si discute di traiettorie, di strategie, di idee. Questa involuzione è pericolosa, spegne la Città molto più che il perdere qualche evento. Spegne i cervelli.

Non contaminiamo più, non attraiamo più. Sembra che si sia persa la voglia di farlo, dimenticandoci che se si smette di farlo si è perduti.

Credere nel proprio futuro per una Città significa essere ambiziosi, volare alto o almeno provare a farlo. Significa investire oggi risorse umane ed economiche per ottenere un risultato di cui beneficerà la comunità tra anni anche se magari chi amministra e fa le scelte oggi non sarà più chiamato a governare la Città quando tali benefici arriveranno.

Essere Capitale Europea della Cultura è una di queste occasioni. Potenzialmente enorme.

È un obiettivo ambizioso, ma proprio quando si è in crisi bisogna mettere in campo progetti grandi, forti.

Per queste ragioni nelle prossime settimane presenteremo una mozione che impegni la Città e al sua attuale amministrazione ad avviare il progetto di “Torino Capitale Europea della Cultura 2033”.

Lo faremo perché crediamo che sia utile a Torino uscire dalle secche in cui è precipitata.

Speriamo che la Sindaca #Appendino in primis, le altre forze politiche, ma soprattutto la Città e i suoi operatori culturali accolgano questa proposta, ne colgano la potenzialità e la strategicità e che aiutino Torino ad avviare questo percorso. Sappiamo che è difficile. Che per portare a casa un risultato così ambizioso occorre visione e determinazione e compattezza. Ma pensiamo che sia utile provarci.
Almeno ad avviare questa discussione.