Le notizie false o fake news rappresentano un fenomeno in costante crescita in tutto il mondo. Appaiono sui social network o sui nostri cellulari attraverso applicazioni di messaggistica istantanea e, sebbene abbiano l’aspetto di normali notizie, in realtà non si riferiscono a fatti realmente accaduti.  Si sta rivelando sempre più difficile separare la scrittura basata su fatti reali da disinformazione o click-bait. E il problema peggiora esponenzialmente.

Gli esperti in comunicazione digitale sono concordi nell’affermare che le false notizie non rappresentano una novità, “sono le menzogne di tutta una vita, solo che ora attraverso Internet la loro capacità di diffusione tra le persone è molto più elevata considerata la viralità dei social network”. Viviamo in quella che gli stessi definiscono “Società post-verità”, ossia una società in cui “indipendentemente dal fatto che abbia o meno una base di fatto, tutto ciò che viene ripetuto spesso si crede che sia vero”.

Le false notizie includono inoltre prodotti multimediali (foto e video) che vengono manipolati per farci credere qualcosa che non è realmente accaduto. Qualche settimana fa hanno fatto la loro comparsa sul web software di editing video poco costosi capaci di creare video falsi. Essendo la tecnologia di editing video combinata con l’intelligenza artificiale, la creazione di questi video è diventata indistinguibile dalla realtà.

Diversi utenti si sono così cimentati nella creazione di video attraverso il software con risultati a dir poco impressionanti. Sul web è cominciato a circolare un video con Nicolas Cage al posto dei divi del porno. Altri riportano parodie come quella di Angela Merkel con il volto di Donald Trump. Secondo i legislatori americani il software si presta ad attività diffamatorie come il revenge porn e le fake news. Inoltre, hanno espresso la loro preoccupazione in merito ai progressi nella tecnologia della manipolazione video che possono contribuire a scatenare una nuova era di notizie false da parte dei governi stranieri per manipolare il pubblico americano.

Le “fake news” si diffondono soprattutto durante le campagne elettorali e referendarie, per screditare avversari politici o confondere la popolazione. E L’Italia non fa eccezione. Per porre un freno al problema AGCOM ha istituito un tavolo tecnico cui hanno aderito sia Facebook che Google con l’obiettivo di incentivare l’autoregolamentazione delle singole piattaforme digitali, degli editori e delle aziende che veicolano contenuti audiovisivi online, e di individuare pratiche condivise che possano aiutare ad arginare e combattere il fenomeno.

Google ha espresso la soddisfazione di fare parte del tavolo di lavoro sottolineando che la collaborazione tra industria e istituzioni rappresenta uno dei modi migliori per garantire agli utenti informazioni e contenuti di qualità.

dal quotidiano digitale Key4biz