di Mercedes Bresso

Se quando si parla di Sistema Torino si intende l’insieme della società civile, delle intelligenze, delle culture e delle politiche che hanno contribuito a trasformare la nostra città nel punto di riferimento nazionale e internazionale che oggi è, credo che sia doveroso votare per chi offra la maggior garanzia che questo sistema continui a lavorare per fare ancora più grande Torino.

Al ballottaggio del 19 giugno ovviamente voterò Piero Fassino, ma l’espressione del mio voto non è per una semplice questione di obbedienza al partito. Io sono convinta che questo sia l’unico voto possibile per quattro ragioni: perché mi riempie di orgoglio sapere che il New York Times ha inserito Torino – unica città italiana – tra le 52 città al mondo da visitare e questo non è accaduto per caso; perché voglio una Torino al centro dell’Europa e non amministrata da chi al Parlamento europeo è alleato con la destra xenofoba, misogina e antieuropeista di Farage; perché i diritti civili sono una mia priorità e non mi fido di chi sulle Unioni Civili ha barattato i diritti di molti per una assurda ripicca e voglio dare il mio sostegno a chi ha fatto in modo che Torino fosse una delle prime città a dotarsi di un registro delle Unioni civili; perché dopo l’endorsement di Salvini e Borghezio a Chiara Appendino posso solo dire che Torino non è la Padania e questa città non la Lega nessuno.

Ha ragione chi dice che tanto si può e si deve fare per i torinesi, soprattutto per chi vive in una condizione di disagio. La crisi economica è stata la nostra antagonista e stiamo cercando di batterla. I problemi però non si risolvono con promesse che difficilmente potranno essere realizzate, ma con una visione di sviluppo e di sistema nel lungo periodo. È per questo che voterò Fassino, lo farò per amore di Torino.