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Appalti sanità. Grimaldi: “Solo tagli e nessuna riorganizzazione. 680 operatori rischiano la povertà assoluta”

Appalti sanità. Grimaldi: “Solo tagli e nessuna riorganizzazione. 680 operatori rischiano la povertà assoluta”

di Moreno D’Angelo
«O gli appalti si affidano a chi tutela giusti salari e diritti o si cambiano le regole» è il commento del capogruppo di Sel-Sinistra Italiana per quanto denunciato dai lavoratori operanti presso la Città della Salute e Asl To1 nel corso di un incontro in Consiglio Regionale. Per le rappresentanze sindacali il quadro è drammatico.

«Con il taglio delle ore negli appalti in sanità – precisa Grimaldi – 680 operatori dei servizi di pulizia rischiano la povertà assoluta».

Nel mirino delle proteste il cambio di appalto, aggiudicato dall’azienda di facility management Dussmann, grazie a un offerta che ha ridotto di circa un terzo le pretese rispetto al precedente appalto. Grimaldi rileva come questa offerta si sia tradotta in una riduzione dell’orario di lavoro del 33% (che adesso dovrebbe riguardare anche i lavoratori delle Molinette),e come, oltre al fattore economico, «a questi tagli non corrisponda alcun progetto di riorganizzazione né alcun investimento tecnologico».

Per il consigliere di Sel-Si vi sono ulteriori preoccupanti conseguenze: «L’effetto è un aumento insostenibile dell’intensità del lavoro. E, oltre al danno sociale, la sanità pubblica e i suoi pazienti risentiranno di un ulteriore disagio».

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