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Bilancio, ecco le controdeduzioni dell’amministrazione ai Revisori. “Si va avanti”. Il documento.

Bilancio, ecco le controdeduzioni dell’amministrazione ai Revisori. “Si va avanti”. Il documento.

di Andrea Doi

“La caparra da restituire a Ream S.p.A. non si può inquadrare nell’ambito dell’istituto dei “debiti fuori bilancio” dato che essi sono tassativamente indicati nell’articolo 194 del TUEL”. Questo il passaggio fondamentale delle controdeduzioni dell’amministrazione – che pubblichiamo – al parere dei revisori dei conti sull’assestamento di bilancio.

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L’amministrazione pentastellata presenta ai Revisori una linea difensiva evoluta, coerente con la difesa legale degli indagati per presunto falso ideologico nella vicenda Ream, la sindaca Chiara Appendino, l’assessore al Bilancio Sergio Rolando e l’ormai ex capo di Gabinetto Paolo Giordana.

Ma la dissertazione tra debiti di finanziamento e non – credibile o meno che sia – si scontra con un problema a monte: non corrisponde al vero che nel 2016 la scadenza originaria della restituzione della caparra fosse il 2018. Anzi, tale data appare molto dopo, nel 2017, in seguito ad uno scambio di corrispondenza tra il Comune e la società Ream. Da qui l’ipotesi di falso secondo gli inquirenti che hanno indagato proprio su questo punto i tre.

La Città, attraverso il proprio dirigente finanziario Paolo Lubbia, conferma con questo documento dunque la volontà di non voler restituire la caparra nel 2017, anche sarebbe già stata predisposta una determina con l’impegno di spesa per la restituzione della caparra per il 2 gennaio 2018.

Almeno da un punto di vista finanziario, dunque, si va verso una soluzione di una vicenda che ha impegnato giunta e revisori in una battaglia senza esclusione di colpi. Da un punto di vista contabile occorrerà capire se siano sufficienti delle lettere informali e non degli atti approvati dal Consiglio Comunale per modificare i termini di un contratto.

Ma le controdeduzioni al parere dei revisori si rivelano, però, una miniera di informazioni anche su un altro fronte, quello del famoso disavanzo da riacceratamento. Quel disavanzo che deriva dalla ricontabilizzazione generale dei residui attivi e passivi resasi obbligatoria nel 2015 in concomitanza col passaggio all’armonizzazione contabile.

I revisori, sul punto avevano espresso la raccomandazione a che venissero ben separate le risultanze del disavanzo straordinario da armonizzazione dai risultati dei singoli esercizi successivi. Per rispondere ai revisori, l’amministrazione fa propri i risultati di risanamento della precedente amministrazione, di fatto condividendoli. Una sorpresa vera e propria: una lettura opposta a quella proposta ai torinesi nel primo anno di mandato da parte della maggioranza grillina.

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