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Cacao, la procura non va in ferie

Cacao, la procura non va in ferie

di A.D.

Le vicissitudini del Cacao sono attentamente seguite dalla Procura di Torino. Ci sarebbero infatti vari fascicoli aperti sulla discoteca del Valentino, che ha ottenuto una proroga delle sue attività nonostante fosse scaduta la concessione da parte del Comune. A interessare gli uffici giudiziari sarebbero in particolare gli abusi edilizi riguardanti alcune strutture interne alla discoteca, abusi già emersi in Sala Rossa in seguito ad una interpellanza del consigliere comunale Alberto Morano. In presenza di questi abusi già accertati durante un sopralluogo, non si sarebbe potuto procedere al prolungamento di fatto della concessione. Venerdì scorso, su mandato del Pm Gianfranco Colace, personale dell’Arma dei Carabinieri si sarebbe presentato in Via Meucci, una sede distaccata del Comune di Torino, e avrebbe acquisito nuova documentazione sul caso. Per il momento si tratta di un fascicolo K, senza reato né indagati, ma come ampiamente documentato da Nuovasocietà nei mesi precedenti ci sarebbero altre due inchieste che riguarderebbero la discoteca. Una di queste, a differenza delle altre, sarebbe partita proprio da una denuncia dei proprietari del Cacao.

All’attenzione degli investigatori ci sarebbero in particolare gli atti approvati ad inizio giugno, tutti in una giornata, per consentire l’apertura estiva. Sono 3: il primo dalla Giunta (con Appendino assente), il secondo dalla Commissione di Vigilanza, il terzo dagli uffici tecnici di Palazzo Civico. Una procedura inedita che ha comunque consentito di incamerare per il 2017 i 114 mila euro del canone di concessione.

Il prolungamento della concessione al Cacao aveva creato fibrillazioni anche all’interno del Movimento 5 stelle cittadino. Damiano Carretto, presidente della commissione urbanistica in Sala Rossa, aveva pubblicamente criticato la delibera con la quale la sua giunta aveva esteso la concessione fino al 31 dicembre. Carretto, infatti, aveva voluto esternare il suo dissenso all’operazione affidando al suo profilo Facebook le seguenti parole: “Un escamotage amministrativo (procedura assolutamente lecita, a detta di dirigenti e avvocatura) per non chiamare ‘concessione’ quella che a tutti gli effetti sembra essere tale, allora non c’è da essere fieri e personalmente non lo ritengo un percorso condivisibile che va ben oltre il diritto al divertimento dei giovani torinesi. sulla vicenda Cacao si sono riscontrate troppe ombre e non credo che la delibera di Giunta approvata sia un atto politico di cui essere orgogliosi. Mi preoccupa anche il fatto che la Giunta possa essere governata in questo caso dal principio che ‘pecunia non olet’”.

Sono già tre le indagini che coinvolgono direttamente o indirettamente la Giunta 5 Stelle di Torino. Alle indagini sui tragici fatti di Piazza San Carlo e sul Caso Ream, si aggiunge dunque quella legata al Cacao che sembra prendere quota in questi giorni.

Per approfondire:

Ma chi protegge il Cacao? di Alberto Morano

Vicenda Cacao, Versaci risponde a Morano: abbiamo rispettato la procedura

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