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Carretta: “Appendino si è sfilata dalla campagna elettorale Cinque Stelle perché la sua amministrazione ha fallito”

Carretta: “Appendino si è sfilata dalla campagna elettorale Cinque Stelle perché la sua amministrazione ha fallito”

di Andrea Doi

«Chiara Appendino, come la sua collega Virginia Raggi, è consapevole che ad oggi non ha nulla di cui vantarsi». Davanti agli amministratori locali del Partito Democratico, riuniti in convention a Lingotto, il segretario provinciale Pd, Mimmo Carretta, punta il dito su chi, secondo l’opposizione, sta amministrando male Torino.
Un cattivo governo che si ripercuoterebbe sul Movimento Cinque Stelle e sulla campagna elettorale pentastellata.
«La grande forza del Pd ha i volti di tutti voi, amministratori del territorio – dice Carretta – Il vostro lavoro rafforza il partito e gli conferisce credibilità: siete l’anello di congiunzione più saldo tra le parole e i fatti. Non stupisce dunque che per Appendino la formula non valga».
Continua il segretario torinese Dem: «”Usare l’amministrazione come strumento di consenso elettorale è una cosa che rigetto”: sono parole sue, della sindaca. Ma perché? È semplice: Appendino è consapevole che, come la collega Raggi, ad oggi non ha davvero nulla di cui vantarsi e tantomeno ne avrebbe da offrire al Movimento per una propaganda di merito e non solamente di slogan».
Per Carretta mentre il candidato pentastellato Di Maio in televisione «gonfiava il petto vagheggiando di una Italia a cinque stelle che tornerà a investire» e «prospettava, tronfio, di gettare il cuore oltre l’ostacolo come farebbe un imprenditore di razza, altro che quelli che c’erano prima», la situazione nel capoluogo piemontese è ben diversa
«Torino, come mai prima d’ora, il debito si paga con il gratta e vinci delle multe automobilistiche e con la lotteria dei supermercati e i loro oneri di urbanizzazione».
Quindi, a differenza di quanto sostenuto dal candidato premier grillino, Appendino, che doveva essere il fiore all’occhiello del Movimento su questo territorio non è stata in grado di sviluppare una crescita.
Aggiunge Mimmo Carretta: «A Torino d’investimenti, veri, non se parla: la cultura si fa in casa e in casa resta, i rari progetti infrastrutturali sono poco più di un male necessario e chi dovrebbe occuparsi della politica delle entrate recita a soggetto».
Poi l’affondo: «Quale buon viatico dunque la sindaca Appendino potrebbe mettere nelle mani dei suoi che volessero usare l’amministrazione del territorio come esempio virtuoso del saper fare a cinquestelle? Nessuno. Ecco, perché si comporta come la volpe presuntuosa di Esopo».
Infine il segretario si rivolge alla platea degli amministratori locali Pd, proprio paragonando il loro lavoro a quello della sindaca: «Non è lo stesso per voi, per tutti noi che invece di ogni esperienza amministrativa sappiamo fare occasione. Vi siete testati ogni giorno, senza temere che si misuri il sapore dei nostri frutti e senza nasconderci di fronte agli errori, ma da essi cercando di imparare e di ripartire. Il caso Torino ne è un esempio».
«Insieme abbiamo l’intelligenza e la forza per dare al Paese una politica incisiva e una guida sicura. Siamo una forza da cui l’Italia non può prescindere. Usiamo tutta la nostra determinazione e il Paese ci sosterrà e ci rinnoverà la fiducia il prossimo 4 marzo», conclude tra gli applausi Carretta.

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