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Contributi da Enti e Fondazioni: troppe incognite e poche certezze

Contributi da Enti e Fondazioni: troppe incognite e poche certezze

di Andrea Doi

«Finalmente un bilancio basato su entrate certe»: questa l’orgogliosa rivendicazione della sindaca Appendino e dell’assessore Rolando all’atto della presentazione del bilancio di previsione. Quel “finalmente” ha intenti polemici e si riferisce probabilmente a quelle che hanno accompagnato i primi mesi di mandato della Giunta pentastellata, quella “guerra sui conti” che abbiamo documentato settimana dopo settimana. Appena insediata la sindaca aveva cercato di creare un “caso Torino”, sostenendo di aver ereditato un bilancio 2016 poco solido. Commentando il documento preventivo di Fassino, aveva dapprima dichiarato che mancavano 6 milioni di gettito IMU (ovvero lo 0,5% del bilancio del Comune) e che forse sarebbe venuto meno il sostegno delle Fondazioni Bancarie invocato da Fassino. Sappiamo come è finita: il bilancio 2016 è stato chiuso e buona parte quelle risorse si sono conseguite. 

Quello della primavera 2017 è dunque il primo bilancio preventivo a firma Appendino e su questo, nonostante gli annunci sulla certezza delle entrate, iniziano ad accumularsi uno dopo l’altro segnali negativi. Questi segnali non provengono da indiscrezioni giornalistiche, ma dal cuore del sistema di controllo delle finanze di Palazzo Civico. I primi dubbi sulla tenuta del bilancio preventivo sono stati espressi dalla Direzione Finanziaria, a cui si sono aggiunte le 14 pesanti riserve dei Revisori dei Conti. Lo stesso assessore Rolando ha confessato di aver fatto meno della precedente amministrazione in materia di investimenti sul trasporto di metro e linea 4 e, infine, è emerso il “caso Ream”:  il mistero dei 5 milioni di euro legati allo scambio di lettere tra la Sindaca e il Presidente della Fondazione Crt.

Entrate extratributarie: documenti informali a giustificare 23,6 milioni di euro di entrate

Ma non è tutto. Oggi Nuovasocietà è in grado di aggiungere un ulteriore elemento di incertezza legato alle entrate extratributarie iscritte all’interno del bilancio preventivo e, più in particolare, ai documenti che certificano il loro ammontare. Per capirci, le entrate extratributarie comprendono tutte le fonti di finanziamento del comune che non sono direttamente collegabili a tasse, tributi o trasferimenti dello Stato e comprendono, ad esempio, i trasferimenti da altri Enti o i contributi delle Fondazioni Bancarie.

Sono le stesse entrate sulle quali Appendino sollevò un polverone lo scorso anno, quando accusò il suo predecessore di aver sovrastimato l’impegno delle fondazioni stesse per chiudere frettolosamente il bilancio preventivo. Per questa ragione era doppiamente importante e interessante,  a distanza di un anno, andare a verificare il comportamento della nuova amministrazione su una questione così sensibile, una questione che aveva giocato un ruolo centrale nella famosa litania “del buco ricevuto in eredità”

I documenti di Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Crt e Regione Piemonte

Ebbene, l’analisi dei documenti a supporto dei ben 23,637 milioni di entrate da contributi inserite a bilancio 2017 lascia ben più di una perplessità. Questi sono così ripartiti: 8,7 milioni da Regione Piemonte, 9,9 dalle Fondazioni Bancarie (Compagnia di Sanpaolo e Fondazione Crt) e 5 milioni da Unicredit.

Se la lettera che assicura i finanziamenti da parte di Compagnia di San Paolo (LEGGI DOCUMENTO) è inappuntabile e conferma in sostanza lo stanziamento del 2016, lo stesso iscritto da Fassino, non può dirsi altrettanto delle comunicazioni di Fondazione Crt e della Regione Piemonte. Nessuna traccia cenno, invece, da Unicredit se non una richiesta di finanziamenti da parte della Città.

Nel caso di Fondazione Crt (LEGGI DOCUMENTO), a sostenere le erogazioni iscritte a bilancio, c’è un generico scambio di mail dal tono del tutto informale tra l’Assessore Rolando e il Segretario Generale della Fondazione. Nessun numero e nessun vero atto formale, ma la promessa di predisporre dei documenti contenuta in una mail. 

Nel caso della Regione Piemonte (LEGGI DOCUMENTO), invece, una lettera c’è, ma questa non parla di risorse da destinare a Torino, bensì riferisce genericamente dell’esistenza di uno stanziamento nel bilancio della Regione a favore di non meglio specificati comuni piemontesi. L’entità dello stanziamento, inoltre, potrà essere oggetto di revisione nel corso del dibattito a Palazzo Lascaris.

5 milioni da Unicredit a sostegno delle attività scolastiche

A sorpresa compare anche Unicredit tra i finanziatori esterni e per una cifra tutt’altro che trascurabile: sono iscritti in entrata 5 milioni di euro. Come detto anche in questo caso non vi è nessuna documentazione formale a conferma dell’inserimento di questa cifra. Il “gesto di buona volontà” di Unicredit potrebbe essere legato al largo ricorso che la Città sta facendo dell’anticipazione di tesoreria. L’anticipazione di tesoreria non è nient’altro che una concessione da parte del tesoriere comunale di liquidità al fine di dar fronte a momentanee necessità di cassa. Poichè questa attività è soggetta al pagamento di interessi da parte della Città, l’impegno della Banca potrebbe configurarsi come una sorta di compensazione.

Abbiamo già toccato questo tema in occasione del declassamento di Standard & Poor’s: l’agenzia di rating faceva notare come l’anticipazione di tesoreria avesse raggiunto livelli allarmanti, tanto che – per migliorare il saldo di cassa – l’assessore Rolando, coadiuvato dal fido Direttore dei Tributi Paolo Lubbia, ha presentato una delibera che ha l’obiettivo di riorganizzare il sistema di riscossione. In quell’occasione spiegò che la strategia della Città avrebbe privilegiato il miglioramento delle attività di riscossione alle alienazioni mobiliari, cui invece aveva fatto ricorso spesso l’amministrazione Fassino. Il tempo dirà se questa scelta pagherà o meno.

La regola dei due pesi e delle due misure

Non è ancora nelle disponibilità dei Consiglieri la lettera a firma della Sindaca da allegare al bilancio per poter iscrivere queste somme in entrata, ma sul punto è già possibile fare una riflessione analizzando quanto emerso nelle recenti commissioni consiliari. Su questo punto specifico si sono già affrontati bruscamente in Commissione Bilancio l’assessore Rolando e i consiglieri Alberto Morano e Stefano Lo Russo

O è prassi corretta prevedere contributi in entrata che ancora non trovano un deliberato definitivo da parte del conferente, oppure non lo è. Quel che è certo è che il principio non può valere per una amministrazione e non per un’altra. In altre parole: l’entourage della sindaca Appendino ha cercato dapprima di creare un caso sul 2016 allo scopo di poter attaccare il suo predecessore, ma poi, pochi mesi dopo, nella difficoltà di concludere il proprio bilancio, si è mossa decisamente peggio

Non servono particolari capacità di analisi finanziaria per comprendere quanta approssimazione ci sia in questa vicenda. Probabilmente parte di queste risorse si conseguiranno effettivamente nell’anno, ma al momento, per giustificare lo stanziamento ci si è basati su generici impegni informali. Alla luce di questi fatti spiazza la disinvoltura dell’attuale maggioranza in una partita così delicata e colpisce – se confrontata con questi fatti – l’arroganza delle accuse nei confronti dei predecessori. Spiazza anche con quanta asprezza alcuni consiglieri comunali 5 stelle – non più tutti – si arrampichino sugli specchi per difendere l’indifendibile nelle commissioni consiliari.

Il contributo ipotetico della Regione iscritto 1 mese prima dell’arrivo della lettera

Un ultimo esempio, clamoroso, di questo atteggiamento: la lettera della Regione Piemonte, che non conferma comunque alcuna cifra, è datata 10 Aprile, mentre il bilancio è stato chiuso il 24 Marzo con un contributo in entrata di 8,7 milioni di euro. È stato, dunque, iscritto un contributo in entrata la cui quantificazione resta un mistero assoluto.

Entrate incerte e nuovi tagli all’orizzonte

Quello che doveva essere un bilancio granitico e basato su risorse certe, ad una analisi approfondita, sta dimostrando di essere precario e basato su risorse incerte. Se non si conseguiranno per intero le entrate da oneri di urbanizzazione, da alienazioni immobiliari, da multe, da entrate extratributarie, occorrerà agire con una manovra di assestamento, che comporterà nuovi tagli. A farne le spese i settori della cultura, del turismo, dei servizi informatici, ma anche le agevolazioni TARI per le fasce più deboli.

Nei prossimi giorni è previsto il dibattito in Sala Rossa e la definitiva approvazione della manovra, ma la sensazione è che il via libera dell’aula non scioglierà le incognite su un testo così contestato e ricco di ombre.

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