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E se domani…

E se domani…

di Alberto Morano*

E se domani i Torinesi, appena svegli, leggeranno sugli organi di stampa che il Salone del Libro non abita più a Torino a chi dovranno dire grazie? Di chi sarà la colpa?

Ieri, in Consiglio Comunale, illustrando la proposta di Delibera n. 2017-04956/009 dal titolo invero criptico ed in parte ingannevole “Piano particolareggiato Lingotto. Approvazione schema convenzione attuativa lotti I e II. Divisione beni comuni per riordino comproprietà” gli assessori Rolando e Montanari hanno cercato di spiegarci che attribuire il Padiglione 5 del Lingotto Fiere a 8 Gallery (per consentirle un ampliamento della superficie destinata ad area commerciale) era una scelta strategicamente molto importante per Torino.

Perplesso ho però umilmente ascoltato con attenzione le argomentazioni portate dagli assessori e francamente devo ammettere che non ho capito nulla.

L’unico dato certo e chiaro, dopo 20 minuti di illustrazione e replica, è che circa 8.000 metri di SLP (due terzi della superficie di Piazza San Carlo) cesseranno di essere un padiglione espositivo e la Città incasserà circa 1.100.000 Euro.

Ho provato a chiedere alla Giunta di spiegarci se gli spazi rimanenti saranno sufficienti ad organizzare con successo la nuova edizione del Salone del Libro, ma non ho ricevuto risposta alcuna.

Ciò che è sconfortante è che la mancata risposta dipende dal fatto che l’amministrazione cittadina non si è posta il problema.

Al riguardo vorrei ricordare al Sindaco Appendino e alla Giunta Cinque Stelle che amministrare vuole anche dire prevedere e prevenire i problemi e cercare le soluzioni ed in questa prospettiva il silenzio assordante opposto dalla Giunta alle mie modeste domande non può non preoccupare chi ha a cuore i destini di Torino.

Con i proclami non si amministra la Città e se veramente ( come recentemente affermato pubblicamente durante un’intervista sul futuro della Città) dal Sindaco Appendino il Salone del Libro è un patrimonio importante della Città allora, forse, vale più di 1.100.000 Euro.

Mi sarei aspettato quindi uno studio di fattibilità da cui emergesse che la perdita del 5° Padiglione per gli operatori che parteciperanno al Salone del Libro (e non nella testa del Sindaco Appendino) non è rilevante.

Mi rendo conto però che sto chiedendo troppo alla Giunta Cinque Stelle, perché le chiedo di amministrare la Città pensando al futuro e non solo a gestire le emergenze.

E quindi, se domani il Salone del Libro traslocherà a Milano nessuno potrà dire che è colpa di Fassino, ma tutti ricorderanno una delibera scellerata che per 1 milione di Euro, forse, mette a rischio l’ultimo importante evento culturale rimasto alla Città.

*consigliere comunale

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