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Foto dell’Appendino in procura, Spataro “tira le orecchie” a giornalisti e fotografi: “Niente scatti senza autorizzazione”

Foto dell’Appendino in procura, Spataro “tira le orecchie” a giornalisti e fotografi: “Niente scatti senza autorizzazione”

di Giulia Zanotti

Il procuratore capo di Torino Armando Spataro rompe il silenzio sull’interrogatorio della sindaca Chiara Appendino in procura con una nota in cui lamenta la diffusione di foto della prima cittadina e dei magistrati che indagano sul caso Ream scattate davanti al suo ufficio senza le autorizzazioni.
Infatti, scrive Spataro in una nota inviata a testate giornalistiche e all’Ordine dei giornalisti che vige «nel Palazzo di Giustizia di Torino, un provvedimento approvato dalla Commissione per la Manutenzione degli uffici giudiziari di questa Corte d’Appello (peraltro in armonia con quelli in vigore in altri Palazzi di Giustizia) che vieta l’accesso al Palazzo stesso di telecamere e macchine fotografiche senza permesso. Nessun permesso è stato rilasciato nell’occasione predetta, né lo sarebbe stato in caso di richiesta (comunque non formulata) vista l’attenzione dovuta – a parere di chi scrive – alla riservatezza dell’atto da compiere ed alla privacy delle persone. Ovviamente sono al corrente del fatto che, attraverso telefoni cellulari, è possibile ovviare al divieto di introduzione di telecamere e macchine fotografiche (queste ultime comunque utilizzate nella occasione), ma in ogni caso, a prescindere dal mezzo tecnico, non può non esservi chiara la ragione del predetto provvedimento, così come è evidente la necessità di rispettarlo».
Il procuratore capo ha poi inviato giornalisti e operatori a chiedere «le autorizzazioni predette ogni volta lo riteniate opportuno o necessario, nonché – in caso di diniego di autorizzazione – a rispettare il divieto di utilizzo di telecamere e macchine fotografiche, che ovviamente include il divieto di utilizzare strumenti di ripresa e di fotografia propri dei telefoni cellulari».
«Nel caso si dovessero verificare ulteriori episodi come quello prima descritto, sembra allo scrivente che essi potrebbero assumere rilevanza disciplinare che ovviamente non potrà che essere valutata dagli organi competenti dell’Ordine dei Giornalisti piemontesi cui saranno segnalati» ha precisato Spataro.

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