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Il dilemma dell’assessore Leon. Con il M5S o contro?

Il dilemma dell’assessore Leon. Con il M5S o contro?

di Stefano Actis

Gli addetti ai lavori hanno notato, soprattutto dopo le dimissioni dell’ex-Capo di Gabinetto Paolo Giordana (colto con le mani nella marmellata mentre chiedeva all’amministratore delegato della Gtt di stralciare la multa ad un suo amico che non aveva pagato il biglietto), una crescente influenza (per usare un eufemismo) del consigliere comunale Cinque Stelle Massimo Giovara, da molti indicato non solo come assessore ombra alla Cultura, ma addirittura come il futuro assessore alla Cultura in caso di defenestrazione (si vocifera sempre più probabile) dell’assessore Leon.

Che Giovara abbia preso questo nuovo ruolo sul serio era emerso soprattutto nel corso dell’ultima riunione della Commissione Cultura, dove sono in discussione due mozioni del capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca che rischiano di evidenziare le contraddizioni della maggioranza grillina: la prima è per impegnare la maggioranza a tenere aperta la Fondazione per la Cultura (istituita da Fassino per raccogliere sponsorizzazioni private e oggetto di numerose interpellanze della sindaca Appendino che ne chiedeva la chiusura quando era all’opposizione) e la seconda per la recessione del contratto di Marco Biscione, direttore del MAO, Museo d’Arte Orientale (ultimo della graduatoria dei prescelti indicati dalla Commissione Internazionale e nominato nonostante fosse privo delle competenze richieste dal bando, anche lui oggetto degli strali dell’Appendino di opposizione).

Nel corso della riunione della commissione, dell’assessore non ce n’è stata manco l’ombra. Qualcuno sostiene che fosse terrorizzata dall’idea di scontrarsi con Ricca, decisamente molto preparato su vicende particolarmente sensibili per la sindaca. In realtà però l’ombra dell’Assessore Leon c’è stata e cioè Massimo Giovara.

Il consigliere che aveva portato sulle scene lo spettacolo “Sistema Torino” si è dimostrato sorprendentemente incline a fare comunella con il vituperato “Sistema”, fino ad azzardare un voto favorevole alla mozione della Lega che chiedeva rassicurazioni sul fatto che la Fondazione sarebbe rimasta aperta. Neanche il tempo di finire la sua dichiarazione di sostegno però, ed eccolo rimbeccato dalla collega pentastellata Viviana Ferrero che invece ha ribadito la posizione votata dalla maggioranza nelle linee guida del programma, e cioè l’impegno a chiudere la fondazione.

Pare che alla fine la Ferrero l’abbia spuntata. E se così fosse, su questo fronte, i grillini dimostreranno coerenza. Rimane in sospeso la vicenda della direzione del MAO, ma l’esito dovrebbe essere scontato. Se la maggioranza è riuscita a dimostrare coerenza sulla Fondazione cultura, a maggior ragione dovrebbe dimostrare coerenza su una mozione che chiede giustizia, trasparenza e meritocrazia su una vicenda bollata a suo tempo dagli osservatori del panorama culturale e dalla stessa Appendino d’opposizione come “vergognosa”.

L’assessore Leon invece non sembrerebbe del tutto d’accordo. I maligni sostengono che in quanto parte integrante del Sistema che ha governato Torino prima dell’avvento dei grillini (indicativi i suoi post contro Grillo e i Cinque Stelle prima di essere miracolata sulla via di Damasco con la nomina), sia lì proprio per garantire lo status quo. (http://www.nuovasocieta.it/metropoli/quando-per-lassessora-leon-grillo-faceva-inciuci-ed-era-meglio-non-votare-m5s/)

In ogni caso, l’assessore da tutto questo non ne esce proprio bene, tranne che per presentare gli eventi 2018 (praticamente un taglia incolla di quelli passati. Combattuta tra il ruolo in un’amministrazione grillina e le sue simpatie per la sinistra (più a sinistra del centrosinistra Pd), tra la coerenza e i voltafaccia, tra la meritocrazia e il continuare a coprire nomine discutibili, si affida alla voce di chi urla più forte.

Sul profilo Facebook di Gabriele Ferraris, attento osservatore della scena culturale torinese, Luca Cassiani, già Presidente della Commissione Cultura sotto Fassino, interviene con il seguente commento: «Non so chi sia peggio, ma davvero è una bella lotta ..spiace che Francesca Leon che ho sempre conosciuto come persona capace ed autonoma, si sia fatta commissariare e mettere nell’angolo prima da Giordana e ora da Giovara.. il potere può far male anche ai migliori.. se manca la politica, le idee e la libertà di poterle esprimere si finisce così. Peccato. Da assessore alle fontane ora diventerà assessore ai Toret…». Un commentatore gli risponde: «Se manca la schiena dritta» e lui ribatte: «se manca la schiena…».

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