Sei qui
L’intervista al presidente dei Revisori dei conti fa saltare la “riservatezza”? Ora rischiano davvero

L’intervista al presidente dei Revisori dei conti fa saltare la “riservatezza”? Ora rischiano davvero

di Andrea Doi

Stavolta i revisori rischiano veramente di “saltare”. Se fino a pochi giorni fa questa possibilità ventilata da qualche consigliere della maggioranza e dal desiderio di alcuni non era attuabile per via di un articolo del Tuel (il 254 comma 2 secondo cui il revisore è revocabile solo per inadempienza) dopo l’intervista rilasciata a un quotidiano nazionale da parte del presidente Herri Fenoglio è proprio il regolamento a mettere in imbarazzo il presidente del Collegio.

«Revocarci il mandato? Mi farebbero solo un favore» ha detto Fenoglio, al Corriere della Sera, cronaca di Torino. Beh, magari potrebbe essere accontentato. Infatti in un altro passaggio dell’intervista Fenoglio, virgolettato, anticipa che «l’ultimo bilancio consolidato è una bomba. Manca la situazione debitoria di Gtt. E non penso che potremmo dare parere favorevole».
Secondo fonti di Palazzo proprio queste affermazioni avrebbero fatto venire a mancare la riservatezza violando così l’articolo 240 comma 1 del Tuel che recita: “I revisori rispondono della veridicità delle loro attestazioni e adempiono i loro doveri con la diligenza del mandatario. Devono inoltre conservare la riservatezza su fatti e documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio”.

Una riservatezza, come detto, che sarebbe saltata visto che pubblicamente Fenoglio avrebbe anticipato il giudizio del collegio sul bilancio consolidato votato giovedì sera dalla giunta senza inserire Gtt, il cui piano industriale e bilancio deve ancora essere approvato. Per quanto c’è chi sostiene che invece si tratta di documenti già pubblici, poiché consegnati ai consiglieri comunali, e quindi non ci sarebbe nessun obbligo di mantenere il silenzio a riguardo. Ufficialmente bocche cucite per il momento dai piani alti di Palazzo Civico anche se in giornata potrebbe arrivare via comunicato una risposta a Fenoglio. E certamente non sarà una pacca sulle spalle.

Tuttavia, restano sul tavolo le obiezioni avanzate da più parti in merito al ruolo giocato da chi avrebbe dovuto trasmettere ai consiglieri le PEC inviate dai revisori subito dopo l’approvazione del bilancio preventivo (la modifica a penna del 17 che si trasforma in 18). Occorre ricordare che i revisori sono estratti a sorte dalla prefettura e non possono per definizione essere “graditi” a chi governa e che non bastano osservazioni critiche per portare alla loro revoca, come già detto.

Il caso di Torino non è isolato. In un altro comune governato dai 5 stelle, Venaria Reale, c’è stata una polemica simile a quella che viviamo in questi giorni: la giunta, infatti, ha approvato un atto  con il quale viene prorogato per 9 anni il contratto di “servizio integrato energia 2” del calore negli edifici pubblici con parere contrario del dirigente del servizio finanziario. È lecito porsi una domanda: possibile che questi attriti tra giunta, revisori e dirigenti si verifichino solo nei comuni pentastellati? Ironia della sorte a Venaria il Movimento 5 Stelle si scaglia contro la dirigente che sarebbe in procinto di passare proprio alla direzione finanziaria della Città di Torino.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Print this pageEmail this to someoneShare on LinkedIn0

Related posts