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Monumento alla Vittoria del mercatini di Natale. Carretta a Sacco: “È fascista. Mantenga la promessa e lo faccia togliere”

Monumento alla Vittoria del mercatini di Natale. Carretta a Sacco: “È fascista. Mantenga la promessa e lo faccia togliere”

di Andrea Doi

Il segretario torinese del Partito Democratico Mimmo Carretta a quanto pare vuole tendere una mano all’assessore al Commercio del Comune di Torino, Alberto Sacco. Tema il simbolo dell’azienda che ha vinto il bando per i mercatini di Natale, che saranno realizzati da “Mercatini di Bolzano”. Come è stato scritto il simbolo utilizzato da questa società (di cui in Alto Adige risulterebbe non esserci traccia) è il Monumento della Vittoria, utilizzato dai neofascismi. Anche la “emme” sotto il disegno ricorda quella di Mussolini.

Durante la conferenza stampa di presentazione di Natale coi fiocchi edizione 2017 e dei mercatini a Sacco è stato chiesto dai giornalisti cosa ne pensava della polemica su quel simbolo.

«Io non sono esperto di fascismo. Credo che la città abbia problemi più seri. Se poi verificheremo che il logo effettivamente ha un’attinenza con certe simbologie chiederemo di cambiarlo», ha risposto l’assessore.

Il segretario del Partito Democratico a questo punto dice di volerlo togliere dall’imbarazzo:

«Pensiamo che tra i problemi più seri di una città ci sia il razzismo, l’omofobia, il sessismo, la violenza politica, le aggressioni, l’antisemitismo. Già, tutti figli di quel fascismo rappresentato dal logo che campeggia sui programmi di Natale coi fiocchi», dice Carretta.

Continua: «L’assessore Sacco si nasconde dietro la parola “ignorante”, affermando quindi che non conosce certe simbologie, e che a Torino ci sono problemi più gravi».

«Caro assessore le veniamo incontro noi: il fascio littorio, la svastica o la croce celtica non sono gli unici simboli che appartengono al nazifascismo. Tra questi c’è anche il Monumento alla Vittoria di Bolzano che appare, come detto più volte, nel logo dell’azienda che ha vinto il bando sui mercatini di Natale a Torino. Come se non bastasse sotto c’è una “emme”, che curiosamente ricorda quella mussoliniana», aggiunge il segretario Dem.

«Ha bisogno di altri indizi assessore? Facciamo così: visto che Torino è città d’oro alla Resistenza, visto il sacrificio e il sangue versato per liberare la nostra città dal nazifascismo e visto che lei cerca ancora verifiche su quel nefasto logo, la togliamo dall’imbarazzo, prendendoci noi la responsabilità di dire che quel simbolo è fascista. Ora che ha avuto la conferma mantenga la parola e lo faccia sparire. Come ha promesso», conclude Mimmo Carretta.

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