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Non si muove foglia che il “passacarte” non voglia: il vero ruolo di Paolo Giordana

Non si muove foglia che il “passacarte” non voglia: il vero ruolo di Paolo Giordana

di Carlo Savoldelli

Fino a qualche mese fa Paolo Giordana, capo di gabinetto di Chiara Appendino, gongolava quando veniva definito “il vero sindaco” e non faceva mistero del suo ruolo anche sui social network condividendo gli articoli che magnificavano il suo strapotere. Ora, travolto dalle polemiche post Piazza San Carlo e al centro dell’inchiesta sul caso Ream e le sue diramazioni, si è definito – in un’intervista a Repubblica – un semplice “passacarte” o un “centralinista”.

giordanappendino

Queste affermazioni, che sono apparse ai più poco credibili, contrastano con i fatti emersi in questo primo anno di governo 5 stelle. È difficile, infatti, trovare un passacarte da cui dipendono direttamente 155 dipendenti comunali, che dispone in materia di bilancio e che gestisce direttamente le deleghe alla cultura e ai grandi eventi in nome e per conto della sindaca. La professata umiltà del capo di gabinetto è, dunque, molto probabilmente una strategia difensiva messa in piedi dal Movimento per far passare la tempesta, ma sono in molti a scommettere che al ritorno dalle vacanze Giordana tornerà a fare e disfare come prima.

A conferma di questa tesi c’è una novità nelle procedure amministrative che Nuovasocietà è in grado di documentare. Sulla “camicia”, la copertina che contiene atti e allegati di tutte le delibere, è comparsa da diversi mesi una sorta di visto di conformità che prevede la firma del capo di gabinetto prima che il documento possa approdare in Giunta. Questo visto sulla camicia non viene evidenziato nella sezione “amministrazione trasparente”, perchè la camicia è l’involucro che contiene la delibera e quindi non viene elaborata in versione web per essere messa a disposizione dei cittadini. Non è chiaro, inoltre, se il visto sia apposto come ultimo passaggio prima di ammettere l’atto alla seduta della Giunta o in una fase precedente. Tuttavia, in entrambi i casi si tratta di una firma pesante, quasi da direttore generale, una innovazione di procedura mai utilizzata dalle giunte precedenti.

Visto Paolo Giordana
Visto Paolo Giordana

Una prassi amministrativa, seppur endoprocedimentale, che lascia diversi interrogativi: Perché un “passacarte” dovrebbe vistare un atto? In cosa si sostanzia il visto? Conformità amministrativa o programmatica? È un sigillo sindacale (se va bene a Giordana, va bene anche alla sindaca)? E quali le conseguenze in assenza di visto? Che ha da dire su questa prassi il segretario comunale?

Insomma, il visto che assomiglia ad una bolla ecclesiale, un documento che dona ufficialità ed eternità agli atti della chiesa, nel mondo terreno della realtà amministrativa diventa una pesante ammissione di ruolo. 

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