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Personale: a Palazzo Civico trionfa la prima repubblica

Personale: a Palazzo Civico trionfa la prima repubblica

di Carlo Savoldelli

Mezzo milione di bonus per i dipendenti, l’assunzione di 100 amministrativi a fine 2016 e l’indizione di un concorso per promuovere 50 vigili a commissari. Sembrano i provvedimenti di un comune in piena salute finanziaria e, invece, sono i numeri delle politiche del personale della Giunta Appendino, a un passo dalle procedure di pre-dissesto.

Le politiche del personale in 4 atti

  • il primo atto andato in scena la riorganizzazione, ovvero una massiccia operazione di movimentazione tra dirigenti. L’operazione è stata presentata come una necessaria rotazione per venire incontro alle norme anticorruzione e per rendere la macchina più funzionale. Una volta svelato l’organigramma entrambi gli obiettivi si sono sciolti come neve al sole. Da un lato si è scoperto che chi ricopriva incarichi a rischio ha mantenuto la sua posizione, mentre è stato spostato solo chi è risultato poco gradito alla nuova maggioranza. Dall’altro, l’enorme potere conferito nelle mani del capo di gabinetto ha contribuito a creare inciampi imbarazzanti come Piazza San Carlo e il Caso Ream.
  • il secondo atto è la nomina a capo del personale un ex dirigente sindacale UIL, il dott. Giuseppe Ferrari, al fine di  stringere un patto con il sindacato più forte in Comune.
  • il terzo atto è l’assunzione dei 100 nuovi dipendenti tutti amministrativi, ripescasti da una graduatoria vecchia 5 anni.
  • il quarto atto è l’indizione di un concorso per promuovere 50 vigili a commissari di quella stessa Polizia Municipale retta di formalmente dal Comandante Ivo Berti, ma di fatto guidata dal “consulente a titolo gratuito” Alberto Gregnanini.

Le nuove progressioni orizzontali: un bonus per blandire il comitato vicino ai 5 stelle?

Due anni fa, dopo un lustro, la Città aveva bandito un concorso per progressioni orizzontali. Su base selettiva, un cospicuo numero di dipendenti, il cui contratto collettivo era fermo da anni, poteva accedere al passaggio al livello successivo. Trattandosi di procedura selettiva, come imposto dalla legge, gli idonei furono poco più del 80% dei possibili aventi diritto. Ovviamente, quel 20% di inidonei, tra cui si collocava anche il Capo di Gabinetto autoqualificatosi “passacarte”, creò subito un comitato di protesta e si avvicinò velocemente alle forze politiche sperando in qualche “riscatto”.

Questo riscatto sembra in dirittura d’arrivo tanto che l’amministrazione pentastellata, con una bozza di accordo sindacale siglato la settimana scorsa, ha stanziato 480.000 euro per bandire, dopo solo 1 anno e mezzo, una nuova procedura di progressione orizzontale. Sarà un tavolo tecnico, dice la preintesa, a stabilire quali criteri per essere ammessi e promossi, ma sono in tanti a dirsi certi che salterà fuori un cavillo che escluderà dalla nuova progressione, tutti quelli che l’hanno già avuta nei 2 o 3 anni precedenti. E così, per magia, resteranno buoni solo gli esclusi della selezione precedente. Stando a quanto trapela dalla trattativa sindacale in corso il Movimento 5stelle si appresta a ridare una chance a chi in quel comitato di protesta si era avvicinato alla nuova amministrazione. Fatta la legge, trovato l’inganno: poco importa che la legge imponga che le progressioni orizzontali devono rispondere a criteri meritocratici.

Il capo di Gabinetto tra i premiati?

Come rilevato da un recentissimo volantino del sindacato autonomo CSA dal titolo “IL CAPO DI GABINETTO DI APPENDINO DOTT.GIORDANA DI NUOVO IN LISTA PER LA PROGRESSIONE ORIZZONTALE?” , tra i bocciati della selezione precedente c’era anche Paolo Giordana. Avrà, secondo quanto afferma il battagliero sindacato autonomo, anche lui una seconda chance. Dopo il caso della procedura di mobilità tra enti per individuare nuovi dirigenti da inserire in pianta organica, sollevata dal Capogruppo Lo Russo, c’è dunque un’altra procedura in fieri che potrebbe avvantaggiare il Capo di Gabinetto.

L’alternativa è la prima repubblica

Nuove assunzioni da graduatorie che ormai hanno da tempo setacciato i migliori, promozioni lontane dalle logiche di merito individuale e che aggirano le normative nazionali, epurazioni dei dirigenti sgraditi e  tutto il potere nelle mani di chi ha giurato fedeltà al nuovo corso. Doveva essere una rivoluzione, è invece un ritorno alla prima repubblica.

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