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Quando per l’assessora Leon Grillo faceva inciuci ed era meglio non votare M5s

Quando per l’assessora Leon Grillo faceva inciuci ed era meglio non votare M5s

di Stefano Actis 

«La democrazia prevede il dialogo, ma per Grillo il dialogo è inciucio. Dice agli altri di fare le proposte e quando le fanno e chiedono il consenso sono autoritari. Spero che chi ha votato M5S rifletta bene su ciò che sta accadendo e mi auguro che anche i parlamentari e i senatori di quel partito lo facciano». Ad affermarlo è l’assessora alla Cultura della giunta Cinque Stelle di Torino, Francesca Leon. Solo che la dichiarazione è, ovviamente, precedente alla nomina come assessora da parte della sindaca Chiara Appendino.

La cosa interessante non è che l’assessora Leon abbia opportunisticamente cambiato opinione dopo che le è stato proposto il ruolo di assessore, ma che l’abbia fatto alla velocità della luce. Infatti da quanto appreso da Nuovasocietà la neo-assessora ha fatto scomparire in fretta e furia il post incriminato, che era pubblico, dal suo profilo Facebook su indicazione della sindaca e del Capo di Gabinetto Paolo Giordana il giorno prima dell’insediamento per il timore che venisse fuori, scatenando il mal di pancia dei neo-consiglieri e degli elettori del movimento.

Non è un mistero infatti che la maggioranza pentastellata abbia accettato suo malgrado una giunta “tecnica” in cui non sono pochi i nomi da mettere sul conto dell’odiato Pd. Francesca Leon è forse il nome più in vista tra questi. Romana di origine (è figlia del compianto economista Paolo Leon), curava l’organizzazione del progetto Abbonamento Musei Torino Piemonte in piena sintonia e con la benedizione del Pd che allora governava Regione, Provincia e Comune. Almeno finché non è cambiato il vento.

Alla vigilia dell’insediamento, molti furono i nomi a circolare per l’ambita poltrona di quello che sembrava il fiore all’occhiello della politica torinese e che oggi, complici i tagli forsennati della giunta pentastellata e i numerosi passi falsi in ambito cultura, si è rivelato la pancia molle dell’amministrazione grillina. E la Leon, come gli altri assessori, non è mai stata percepita a pieno titolo come “membro della squadra” grillina.

La Leon venne infatti scelta dal duo Paolo e Chiara, a discapito di nomi importanti, anche di rilievo internazionale, per tranquillizzare il “Sistema Torino” che in ambito culturale la fa da padrone. Non è casuale che “Il Fatto Quotidiano”, all’indomani della nomina abbia affermato che il nome della Leon pare sia stato “gradito anche dalla presidente del Museo Egizio Evelina Christillin”. Se fosse venuto fuori che la pupilla del Pd era pure anti-M5S, sarebbe scoppiato il pandemonio. Da qui la necessità di ripulire il profilo Fb in fretta e furia.

Ora invece che per la prima volta è entrato in giunta un assessore “politico” dei Cinque Stelle (Alberto Unia, subentrato al posto di Stefania Giannuzzi come assessore all’Ambiente) e che “La Stampa” ha apertamente invitato la sindaca a sbarazzarsi degli assessori che non si sono dimostrati all’altezza del ruolo ricoperto, non sono pochi i consiglieri grillini che gradirebbero un cambio di guardia anche sul fronte cultura, indicando in Massimo Giovara, l’attore che ha portato sui palchi teatrali il “Sistema Torino”, il candidato ideale.

Le manovre per scaricare la Leon da parte della maggioranza grillina sono ovviamente in corso sotto traccia per non pregiudicare l’immagine di unità rivendicata dall’assessore Unia. I soliti ben informati riferiscono però che molti consiglieri grillini non sono soddisfatti della Leon, in particolare per la sua incapacità di ribattere in maniera convincente agli attacchi del Capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca in consiglio comunale, che nella sua attività di opposizione fa leva soprattutto sulle battaglie (disattese) della Appendino quando era consigliera di opposizione.

E’ probabile che la Leon abbia accettato di buon grado di “sporcarsi le mani” con la giunta grillina contando sul fatto che, qualora la barca dovesse affondare, la strada per la difesa era già spianata: sarebbe stato sufficiente affermare che ha coperto un ruolo tecnico attraverso cui ha cercato di fare del proprio meglio per salvare il savabile prima che i grillini distruggessero completamente la scena culturale torinese. E via a cambiare bandiera, qualora il vento dovesse soffiare in direzione opposta.
Nella maggioranza grillina qualcuno avrebbe commentato l’ipotesi che ciò possa accadere a breve laconicamente: «E’ normale che torni al Pd, l’errore è stato nominarla in primo luogo. Meglio sbarazzarsene ora prima che sia troppo tardi». Alla fine aveva ragione l’assessora Leon: i consiglieri 5S hanno riflettuto bene su ciò che sta accadendo, e sembra che abbiano tratto le dovute conseguenze.

leongrillo

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