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Salvate il soldato Fornari e le foto delle tabelle per spiegare il bilancio

Salvate il soldato Fornari e le foto delle tabelle per spiegare il bilancio

di Carlo Savoldelli

Salvate il soldato Fornari: quando il presidente della Commissione Bilancio spiega il bilancio FOTOGRAFANDO tabelle incomparabili

Il consigliere grillino Antonio Fornari nella giornata di ieri ha “giocato a copia incolla” coi dati di bilancio, con lo scopo di aiutare la sua sindaca nella battaglia di denigrazione dei suoi predecessori. Una battaglia combattuta al ritmo di dirette streaming, post su facebook e di pesanti illazioni. A questo ennesimo attacco sono seguite a stretto giro le risposte dell’ex Sindaco Piero Fassino, del Presidente della Regione Sergio Chiamparino e dell’ex Assessore al bilancio Gianguido Passoni che è tornato a rilasciare un’intervista dopo un anno e mezzo di silenzio. Alle argomentazioni degli esponenti di centrosinitra la sindaca non ha risposto direttamente ma ha mandato avanti il “soldato Fornari”.

In realtà Fornari ha preso dei dati da due prospetti di stato patrimoniale alla voce debito, senza domandarsi se fossero omogenei, confrontabili e che confluissero lì dentro. Dal presidente della Commissione Bilancio ci si aspetterebbe una maggiore prudenza in materia contabile. Strano è, poi, il fatto che il consigliere non sappia che per legge ogni mandato amministrativo deve approvare, alla sua fine, il bilancio di mandato. Questo documento ufficiale, normato dalla legge anche nel contenuto, è stato introdotto apposta per rendere trasparente l’operato delle amministrazioni. In particolare è necessario avere la consapevolezza che è la Contabilità Finanziaria a costituire il sistema principale e fondamentale per la rendicontazione dei risultati della gestione finanziaria.

I numeri ufficiali e quelli interpretati dal Movimento 5 Stelle

Ma entriamo nel merito. Lo Stato Patrimoniale ha il compito di evidenziare le variazioni del patrimonio dell’Ente, che costituiscono un semplice “indicatore” dei risultati della gestione. Inoltre, il Conto del Patrimonio si compone di attivo e passivo. Ma dal 2011 al 2016 sono cambiate le regole contabili essendo entrata in vigore la cosiddetta armonizzazione contabile. Ecco perché a pagina 49 è chiaro e semplice capire come è sceso il debito della città. Se ogni anno sono stati contratti mutui in misura notevolmente inferiore alle quote di ammortamento (e nel 2012 e 2013 non sono stati stipulati nuovi mutui) è logico e facilmente comprensibile a tutti che lo stock di debito abbia visto una riduzione. E se in aggiunta si è proceduto ad estinguere debito utilizzando risorse “risparmiate” dalla gestione: 2012  € 8.381.865, 2014  € 2.662.530, 2016  € 7.075.172.

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Anche volendo considerare tutte le passività, residui compresi (che sono debito in senso lato), a pagina 52 ecco che nel conto del patrimonio si evince che il tutto è comunque sceso di oltre 100 milioni. E va spiegato che questo dato è condizionato anche da contingenze come i pagamenti di fine anno, il fondo cassa e l’uso di tesoreria, ecc. che non sono controllabili e per questo non è significativo fare riferimento a questo dato. Ma se si cerca di usare i dati per giustificare una idea preconcetta, allora tutto è lecito.

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Infine, terzo dato, tra i tanti, la riduzione della spesa. Nella delibera della Giunta a Cinque Stelle si legge che le giunte precedenti non avrebbero volutamente ridurre la spesa. Ma, leggendo il rendiconto, i dati raccontano un’altra verità.

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Lo strano senso della trasparenza del Movimento 5 Stelle

A questo punto ci si chiede: la tanto vantata necessità di trasparenza da chi è rispettata? Da coloro che negli anni hanno sempre pubblicato tutte le risultanze contabili, che hanno affidato al Consiglio Comunale il compito di deliberare le scelte, oppure da coloro che utilizzano queste informazioni in modo fazioso? La delibera è sul sito web del Comune, è certificate dai revisori, inviata alla Corte dei Conti. Non si può fare finta che non ci sia.

Infine la tanto ricordata “anticipazione di liquidità” (e non di tesoreria) non costituisce nuovo debito, in quanto ha semplicemente trasformato in debito a lungo termine il debito a breve e sul debito è quindi neutrale. Se pago debitori con nuovo debito, i due si sostituiscono, non si sommano. Come previsto, del resto, dalla norma che ha consentito agli Enti di fruire di questo Istituto per pagare residui passivi e questo Torino ha fatto, mantenendo inalterati gli equilibri.

Un noto intellettuale diceva: studiate studiate studiate.

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