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Scontro Renzi-Appendino: “Gli amministratori Pd non falsificano i bilanci”. “Esponenti del Pd sotto inchiesta per il Salone del Libro”

Scontro Renzi-Appendino: “Gli amministratori Pd non falsificano i bilanci”. “Esponenti del Pd sotto inchiesta per il Salone del Libro”

di Andrea Doi

Scambio di colpi proibiti tra il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e la sindaca di Torino Chiara Appendino, che si ritrova catapultata, suo malgrado, dentro la campagna elettorale appena incominciata.
Davanti ad una platea di amministratori locali Pd, riuniti al Lingotto per una due giorni, Renzi calca la mano contro la prima cittadina: «Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle a Torino, ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura».
Continua Renzi: «Noi non vogliamo fare polemica, ma mostrare una diversità. Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna».
«E nella nostra città i revisori dei conti non si dimettono. Non possiamo stare sempre sulla difensiva facendo raccontare che sprechiamo i soldi pubblici, perché non è così. Se con me si fossero dimessi i revisori dei conti, ci avrebbero portato via», conclude l’ex premier
Neanche il tempo che Renzi scendesse dal palco che arriva immediata la replica di Appendino, prima attraverso i social (“La prossima volta consiglio al segretario del Partito Democratico di pensarci due volte prima di accusare la nostra amministrazione di aver falsificato bilanci”) e poi con una dichiarazione: «Dopo gli ultimi “grandi” successi collezionati in politica, Renzi ha evidentemente deciso di sostituirsi ai magistrati, emettendo sentenze prima ancora della chiusura delle indagini, proprio mentre illustri esponenti del suo partito sono sotto inchiesta per il Salone del Libro e non solo».
A sostegno di Appendino arrivano le parole di Luigi Di Maio, il candidato premier per il Movimento Cinque Stelle, anche lui a Torino, che bolla come “fake news” le voci che sostengono che tra lui e la sindaca i rapporti sarebbero tesi.
Dice Di Maio: «Sono giorni che vedo utilizzare Roma e Torino contro di noi in campagna elettorale, anche il presidente del Consiglio è intervenuto in questa bagarre politica. Pensavo che Gentiloni avesse rispetto della sua figura istituzionale, invece è sceso nella mischia ad alimentare questa propaganda che serve soltanto per coprire le loro malefatte con le banche».

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