Mercoledì 17 giugno alle 16.30, all’installazione “Black villa”, in corso Casale, all’ingresso dell’ex Zoo di Torino, verranno presentate le iniziative organizzate dal Coordinamento No Zoo, per protestare contro »la riapertura di un luogo di prigionia per animali e la privatizzazione del Parco Michelotti». A titolo simbolico, davanti all’impianto chiuso nel 1987, verranno imprigionati a turno nella gabbia-gazebo i torinesi contrari al progetto deliberato dal Comune di Torino. «Con occasione verranno informati e invitati cittadine e cittadini a partecipare per ribadire l’opposizione alla vendita dei beni comuni e per la tutela dei diritti di tutti», dicono dal coordinamento. La manifestazione è stata organizzata vista l’imminente uscita del bando di gara per la concessione al soggetto privato vincitore la gestione dell’area per la durata di trent’anni

Per quanto riguarda l’ipotesi di sfruttamento degli animali «si rimarcherà che, nonostante le “rassicurazioni” della pubblica amministrazione in merito al rispetto del Regolamento n. 320, esso non inibisce la presenza di fattorie didattiche o similari».
«Nel caso di riapertura di un “bioparco”, definizione apparentemente “innovativa” per una forma di detenzione animale a scopo commerciale, si ricorda che la Direttiva europea di riferimento, è stata largamente disattesa», concludono dal coordinamento No Zo. Hanno già aderito: LAV Lega Anti Vivisezione, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, L.I.D.A – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, ProNatura Torino, S.O.S Gaia, Ecopolis, Molecola – Circolo Legambiente Torino, OIPA, Le Sfigatte, “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” – Comitato di Torino, Associazione META – sezione di Torin.

Sulla vicenda è partita anche una petizione contro la riapertura dello Zoo e il progetto.
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